martedì 15 maggio 2012

0 La prima notte del Dottor Danieli…(1970)

 Sembra incredibile per noi dell’era del Duemila accettare che questo film sia stato il terzo più visto nell’anno del Signore 1970. Ok che la commedia sexy tirava come un treno ma diciamo che a tutto ci dovrebbe essere un limite.

Questo film, scritto e diretto da Giovanni Grimaldi, non è altro che una di quelle vecchissime barzellette sporche che ti raccontava il vecchio zio o il compagno di scuola deficiente. Nient’altro che luoghi comuni e situazioni grottesche. Possibile che gli spettatori italiani di 40 anni fa sprecassero le loro lire per spiare nella camera da letto di Lando Buzzanca? Evidentemente hanno poi trasmesso i geni ai figli e ai nipoti che riempiono le sale per i Soliti Idioti.

Buzzanca rappresenta nell’immaginario del tempo il Maschio Italico, siciliano, castigatore di donne e baffuto. Ci manca solo la scorreggia e il mandolino e abbiamo completato tutti i luoghi comuni sugli italiani. In questo caso, interpreta il Dottor Danieli, industriale delle “patatine”…giusto per non farci mancare il facile doppio senso. Dopo tante avventure sessuali decide di convolare a nozze con Elena, una bella ragazza ancora illibata. Tutto perfetto fino alla prima notte di Luna di Miele: passata in bianco in quanto Carlo Danieli non riesce a svolgere i suoi doveri coniugali per la prima volta nella sua vita. E così tutte le notti successive, mentre nella stanza accanto, una coppia di freschi sposini (lui ottantenne lei trentenne) ci danno dentro di brutto. Essendo in Sicilia le voci sull’impotenza di un siciliano fanno scandalo e così tutto il paese, ma che dico tutta la regione, spettegola sui problemi erettili dell’uomo che da parte sua cerca in tutti i modi di risolvere la situazione. Intanto la madre della sposa arriva in albergo per controllare che la figlia perda la verginità e tenga alto il nome delle donne di famiglia, famose per darla via con scariche ad alto voltaggio. Anzi, addirittura, la suocera si sincera durante un lento che il marito della figlia abbia tutto a posto lì nelle parti basse.

Questo è il succo del film. Le donne sono tutte sessuomani oppure schiave dei mariti che vanagloriosi dicono “dopo il viaggio di nozze non è riuscita a stare in piedi per un pezzo”. Che dire? Quanta finezza in questo regista!

Il film non fa ridere, non fa sorridere e forse l’unica nota positiva sono i bei paesaggi siciliani che ci vengono mostrati durante le gite fuori porta dei due novelli sposi. Divertente anche la nota di costume rappresentata dalle atmosfere anni 60/70 con il classico albergo con annessa micro discoteca e l’acqua minerale rigorosamente in bottiglia di vetro. Tutto il buono finisce qui.

Un must per i numerosi fans di Buzzanca, assolutamente inutile e fastidioso per tutti gli altri.

VOTO 4 

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