martedì 26 agosto 2014

0 Pitch black (2000)

Una navicella spaziale con a bordo varia umanità (compreso il pluriomicida Riddick) subisce un'avaria andando a finire su uno strano pianeta illuminato da tre soli. Tutto sembra andare bene fino a quando arriva un'eclissi improvvisa...

Questo è un classico film di fantascienza alla Alien e con questo intendo quel tipo di film che prevede una serie di morti improvvise e splatterose che dovrebbero tenere lo spettatore in tensione fino ai titoli di coda. Peccato che ciò non succeda. Saranno le decine di film da cui questo Pitch Black attinge a piene mani, saranno quelle battute alla Vin Diesel che possono piacere solo al suo nutrito pubblico maschile, sarà un cast molto mediocre e una regia da b movie, sarà tutto questo e molto di più ma a me sto film non mi ha lasciato niente. Indifferenza assoluta e anche una serie di sbadigli interrotti da una gran risata alla scoperta che uno dei personaggi attira i mostri alieni a causa delle mestruazioni. E con questo ho detto tutto.

Voto 5,5

domenica 24 agosto 2014

0 Philadelphia experiment (1984)

Per via di un esperimento nucleare o magnetico (non si capisce molto bene) due giovani marines degli anni Quaranta si trovano catapultati negli anni 80 con tutte le conseguenze del caso.
Il film è di una lentezza disarmante (tra le altre cose humor totalmente assente) e anche tecnicamente lascia moooolto a desiderare (nonostante il tentativo fallito di mostrare i fenomenti elettromagnetici sulle mani dei protagonisti). 
Pur adorando i film sui viaggi nel tempo non posso proprio dire che questo mi sia piaciuto o che abbia lasciato una traccia indelebile nella mia vita. 
Molti lo considerano come un vero e proprio cult movie preferendolo addirittura a Ritorno al futuro: beh non scherziamo per favore!!! Il cast è deprimente, la trama fa acqua da tutte le parti, la curiosità sul futuro da parte dei due soldati è riassunta nella scoperta che esiste la lattina di Coca Cola.
Voto 5

sabato 19 luglio 2014

0 Cafè express (1980). Un grande Nino Manfredi

Ogni volta che mi accingo a vedere un vecchio film con protagonista Nino Manfredi so già che mi capiteranno due cose: riderò e mi commuoverò a ritmi alterni.
Mi sono sempre chiesta il motivo per il quale questo grandissimo attore non venga mai annoverato tra i grandi interpreti del cinema italiano. Risuonano stentorei i nomi di Sordi, Mastroianni, Gassman, De Sica e mai e dico mai Manfredi. Io l'ho sempre trovato immenso e perfetto nei ruoli scomodi dell'italiano che si barcamena per racimolare quei pochi soldi necessari per sopravvivere in un Italia povera ma misteriosamente felice nella sua miseria. Il suo essere orgogliosamente italiano mi ha sempre commosso e allo stesso tempo divertito. Insomma per me è stato un attore davvero straordinario e questo film non fa altro che confermarlo.
In questo caso Manfredi interpreta un pover'uomo che vende abusivamente caffè e cappuccini sopra i malandati treni delle Ferrovie dello Stato. In questo viaggio tra fumo di sigarette e miseria, durante una fredda notte invernale, ci vengono presentati spaccati di vita quotidiana: gli amanti che si danno appuntamento sempre sulla stessa tratta per consumare il loro frettoloso rapporto, la suora che accompagna dei bambini,  dei lavoratori che fanno la spola da una città ad un'altra e tanti altri. Questa strana routine viene bruscamente interrotta dai controllori che ricevono l'ordine di bloccare il nostro venditore abusivo per truffa ai danni dello Stato. Come finirà? Bisogna vedere il film per apprezzare anche il finale, degno di questa Italia, indecisa tra il seguire le leggi e l'impossibilità quasi genetica di farlo veramente.
Un ottimo film per riflettere.
Voto 7,5

sabato 5 luglio 2014

0 Dallas Buyers Club (2013)

Film ben diretto e ben recitato. 
Menzione speciale per la sessione di dimagrimento da fame di Matthew McConaughey che evidentemente stufo di interpretare ruoli da belloccio con la tartaruga in bella mostra si reinventa come attore impegnato (riuscendoci anche bene). Mio parere personale: forse la statuetta d'oro che campeggia nel suo salotto è più per lo choc procurato dal suo aspetto emaciato che per effettiva bravura. Per carità, il ruolo era complesso e la sua immedesimazione nel ruolo di un malato di Aids è stata perfetta ma gli ho preferito di gran lunga Jared Leto, splendido e struggente nella parte di Rayon (questo sì un ruolo che avrebbe messo a dura prova chiunque e non per motivi estetici ma per la rinuncia totale a quella virilità che il cinema Hollywoodiano sbandiera in ogni sua mega produzione cinematografica). Leto in questo film raggiunge mette inarrivabili e merita di gran lunga l'Oscar, molto più del protagonista principale.
Il film si svolge negli anni 80 in Texas e racconta la storia di un uomo che scopre in maniera del tutto casuale di aver contratto l'Hiv. Per lui, uomo dalle mille donne da una notte, è come una pugnalata al basso ventre perchè significa perdere il lavoro, essere deriso e schifato dai suoi amici che pensano che sia un omosessuale, perdere la casa. Sarà la disperazione e la voglia di vivere nonostante la diagnosi infausta dei suoi medici che lo spingerà a dare una svolta alla sua vita. 
Al regista e agli sceneggiatori spetta il compito di descrivere un'epoca ancora ignorante e oscurantista rispetto al contagio e alla diffusione dell'Aids, considerata allora come una malattia trasmissibile quasi unicamente attraverso i rapporti omosessuali. 
Il film ad un certo punto prende quasi un taglio documentarista che almeno dal mio punto di vista lo appesantisce moltissimo. La storia personale di Ron viene quasi soffocata dalle critiche al sistema Fda che proibisce ai cittadini l'uso di sostanze non approvate.
Un film bello ma non eccezionale.
Voto 7       

domenica 22 giugno 2014

0 Captain America (2011)

Eccoci davanti  all'ennesima trasposizione cinematografica di un comic della Marvel
Ci troviamo negli anni 40. Stavolta al centro della vicenda troviamo il giovane e valoroso Steve Rogers, ragazzo esilino affetto da grande 
(e direi quasi malato) patriottismo che viene trasformato dall'esercito americano nell'imponente e indistruttibile Captain America, unica arma contro i tedeschi e soprattutto contro il mostruoso Teschio Rosso (un sottoufficiale teutonico appassionato di magia nordica).
Questa è la trama ridotta all'osso ma in effetti il film è davvero tutto qui: lotta tra Captain America e Teschio Rosso, un po' di amicizia, un po' di amore appena accennato, qualche luogo comune, un pizzico di umorismo e stop. 
Diciamo pure che la parte migliore di tutto il film è il colpo di scena finale che porta con sè l'ovvia necessità di sfornare numerosi sequel (così come è capitato ad altri supereroi). Intendiamoci il film non è assolutamente brutto, anzi. E' un film che giudicherei carino e ben realizzato ma fin troppo simile a molti altri già visti in passato. Direi un mix tra il classico film da supereroe e Indiana Jones.
Il protagonista Chris Evans è piuttosto insipido e incolore dotato di una faccia che non rimane impressa e di un fisico che in un modo o nell'altro sembra sempre frutto di qualche trucco digitale.

Voto 6,5  

giovedì 19 giugno 2014

0 Cameriera bella presenza offresi

Film commedia all'italiana. Il cast è fin troppo di richiamo, tanto che molti grandi attori finiscono per recitare parti veramente marginali (vedi Alberto Sordi, nei panni di un alpino scimunito e pettegolo). Tutto comunque è al servizio della protagonista, la brava e simpatica Elsa Merlini che recita nel ruolo di una cameriera che continua a perdere il lavoro e a passare di padrone in padrone offrendo così a noi spettatori la possibilità di godere della recitazione dei vari De Filippo, De Sica e Fabrizi (nei panni dei vari datori di lavoro).
Si ride molto nella prima parte (quella senz'altro meglio riuscita) mentre andando avanti si perde qualcosa per strada. 
Da rivedere in un pomeriggio d'estate anche solo per godere di un cinema italiano invidiato nel mondo e che purtroppo non esiste più.
Voto 6,5

giovedì 22 maggio 2014

0 A beautiful mind (2001)

Precauzioni prima dell'uso: l'inizio di questo film è lento come una vecchia lumaca dotata di stampelle e deambulatore. In effetti i primi 40 minuti stentano a decollare o comunque fanno pensare al solito film americano che racconta (bene) la storia del nerd di turno che assurge alla gloria. 
Fortunatamente, Ron Howard (certo non l'ultimo arrivato) decide di mischiare improvvisamente le carte e servirci su un piatto d'argento placcato in oro massiccio un film con la F maiuscola.
 
La felicità mai veramente accarezzata dal nostro strano John (un Russell Crowe abbastanza convincente) si concretizza nell'amore della splendida Alicia (una splendida Jennifer Connelly) e in un lavoro di grande responsabilità per conto dei servizi segreti, peccato che solo la prima metà della favola sia reale, in quanto scopriamo con sgomento che Nash soffre di una grave forma di schizofrenia che gli fa vedere persone che non esistono, se non nella sua testa, le stesse persone che gli hanno permesso di costruirsi pezzo per pezzo la sicurezza che gli è sempre mancata. 
 
La maestria del regista sta tutta nel portare lo spettatore a credere fino all'ultimo che Nash sia ingiustamente ritenuto malato e infatti la scena del capannone abbandonato in cui si cela l'ennesima filiale dei servizi segreti ci fa quasi fare un salto di gioia, un salto spezzato in volo alla scoperta della dura e amara verità. 
 
Sul finale si cade molto sulla retorica e il film prende strade già battute molte volte a Hollywood (la riammissione in società dell'escluso e il riconoscimento tardivo dei suoi meriti).
 
Voto: 7,5 

 

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