Visualizzazione post con etichetta musica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta musica. Mostra tutti i post

mercoledì 1 settembre 2010

1 Cicciottella-Loretta Goggi (video+testo)

 

Mia piccola creazione…

lunedì 22 febbraio 2010

0 Il Dio Televoto

Valerio ScanuIl Dio Televoto ha sbancato nuovamente ma stavolta non ha dato seguito a squilli di tromba e grida di esultanza, bensì a lugubri e incazzate campane a morto. Per il secondo anno consecutivo, infatti, vince una creatura di Amici. Valerio Scanu, secondo arrivato ad Amici 2009 e trionfatore della 60esima edizione del Festival di Sanremo. L’anno precedente aveva vinto Marco Carta e nessuno (a parte il solito Baudo) aveva sollevato polveroni perchè tutto sommato si era trattato di un consenso nazionalpopolare che metteva d’accordo generazioni diverse dalla figlia alla madre alla nonna. E poi diciamocelo, la canzone era perlomeno carina e decisamente fresca non che supportata da buone firme a livello autorale. Quest’anno chi ha seguito il festival ha potuto notare come in mezzo a merdate supreme ci fossero brani di alta qualità che spiccavano il volo oltre i Principi, le Baby e gli aeroplani. Per una volta nella storia del festival c’era una condivisione di pareri tra la giuria demoscopica e i critici musicali. Ma nessuno ha tenuto conto del televoto. Alzi la mano chi pensava che avrebbe vinto Valerio Scanu dopo aver ascoltato la canzone e aver assistito alla silurata in diretta mondiale. Eppure sabato sera ha vinto seguito a ruota dal trio Raccomandato e dal povero Mengoni che pur provenendo da un talent aveva il sacrosanto diritto di salire sul podio. Due eliminati che riescono a salire sul podio perchè da casa qualcuno si fa venire le bolle ai pollici prima per salvare il culo a un Filippico e a tre indefinibili creature subumane e poi per vederli impalmati all’una di notte di un sabato italiano. Valerio poi è stato ampiamente criticato, umiliato, svergognato da una domenica In tutta finalizzata all’apologia di Baudo e delle sue grandi scoperte musicali (consoli, pausini, bocelli, grignani, ramazzotti, e via dicendo) tralasciando che l’ultima in ordine di tempo risaliva ad una quindicina di anni fa nonostante Pippuzzo avesse presentato altre edizioni dopo il 1995. Particolare trascurabile quando il tuo fine ultimo è quello di dimostrare davanti ad una giuria sostanzialmente di parte (di Baudo intendiamoci) che i talent show hanno rovinato il festival e la buona musica italiana. I big non partecipano più perchè non hanno uno straccio di possibilità rispetto ai giovani figli di Jurman, Di Michele e De Filippi. L’armata Amici ha capitalizzato un mercato discografico che versava in pessime acque e questo va bene ma che si permetta di inficiare una competizione storica questo proprio no. Questo lo diceva Baudo e a noi sta bene, ma lo dicevano anche gli stessi giornalisti che poi ti becchi a tutte le finali di Amici anno dopo anno e questo non ci piace e un po’ ci manda in confusione. Ieri ho visto due scene diverse ma tutto sommato speculari: Valerio freddo e intimidito in un’arena dove tutti avevano il pollice verso e Valerio due ore dopo ad Amici con le lacrime agli occhi, acclamato come un Dio davanti ai suoi mentori e con un rvm di presentazione che ne celebrava le glorie concludendosi con una frase sibillina “valerio, marco e alessandra hanno vinto grazie a voi”. Come a dire: Baudo cazzo hai proprio ragione a dire che chi vota sono quelli che seguono Amici e non l’Italia intera e allora che vittoria di latta è? Diciamo che sabato sera abbiamo assistito ad un appendice di amici e non al Festival di Sanremo, diciamo così e chiudiamola qua sapendo però molto bene che l’anno prossimo ci aspetta l’ultimo (ma sarà davvero l’ultimo) libro di una Trilogia iniziata con Marco Carta. Come la risolviamo? chiudiamo le porte in faccia ai figli dei talent e perdiamo le case discografiche, il pubblico giovane ma riconquistiamo credibilità oppure eliminiamo il sistema mistificatorio del televoto? è appurato che non si tratta di un sistema di votazione sicuro, chiunque può investire i suoi denari nell’acquisto di schede da cui far partire centinaia di sms e soprattutto le righe piccole che vietano il voto ai minorenni sono francamente ridicole. Penso che sabato abbiano votato soprattutto minorenni. Io tornerei alle giurie demoscopiche sparse per l’Italia, che comprendano varie fasce d’età e soprattutto fruitori di musica. Lascerei la giuria di qualità che però si dovrebbe esprimere attraverso una votazione palese in modo da rendere il tutto assolutamente trasparente. Forse si troverebbe un giusto compromesso tra i gusti nazionalpopolari e l’elitarietà del giudizio dell’esperto. Così come siamo messi ora la situazione è da prendere e buttare. Il televoto può avere un senso (ma neanche più di tanto) nei reality che tutto sommato hanno un pubblico quasi esclusivamente giovane ma quando si parla di manifestazioni che interessano una larga fetta di utenza sarebbe giusto sdoganarsi da un sistema che premia solo chi ha avuto maggiore visibilità. Incomprensibile poi che il sito di Sanremo abbia presentato 1000 brani di nuove proposte per farle ascoltare a tutti i naviganti e poi inspiegabilmente abbia scippato la possibilità di votare da casa tramite una semplice ed economica cliccata (come avviene nei più diffusi social network). E’ stata scelta un’apposita commissione che ha portato al festival brani francamente dozzinali tenendo fuori un bel po’ di perle musicali che non avranno mai la possibilità di farsi conoscere, snobbate dalle case discografiche ormai interessate unicamente ad un prodotto già bello che pronto e soprattutto supportato da una larga fetta di consensi. Pazienza per la qualità, pazienza se poi quel ragazzo che vince il festival diventa una pecorella in mezzo ai lupi stretto stretto al suo trofeo con leoncino incorporato, tanto poi torna leone quando lo riporti nel suo habitat naturale, quel palco bianco e blu dove gli striscioni non mancano, l’applauso a comando neppure e chissenefrega dell’obiettività tanto quella (anche se falsa) ce la danno due carte che girano sino a mostrare il volto sorridente del prossimo trionfatore nella città dei fiori.      

sabato 20 febbraio 2010

0 Sanremo 2010. Pagelle Serata Finale

sanremo_2010-large

Arisa Malamorenò: la sua presenza al festival non è stata notata, probabilmente ha pagato lo scotto di un anno di suonerie con un ritornello tutto sommato insopportabile. Il brano è migliore di quello dell’edizione passata, persino lei è meno stereotipata, meno maschera e più essere umano rispetto al 2009 (ma per carità non fatela parlare).La gente a casa però non premia due volte di seguito la furbizia di un brano fischiettabile. Nonostante ciò il ritornello ti si pianta nel cervello come un chiodo e inizi a canticchiare senza neanche rendertene conto. Complimenti a quelle figone delle Marinetti. Voto 7   

Malika Ayane Ricomincio da Qui: ha già le mani sul premio della critica, lo sappiamo noi e lo sa lei. Sto brano è sempre più vecchio e lei sempre più antipatica. Voto 6

Simone Cristicchi Meno Male: il ritornello si canta a squarciagola già da 5 giorni. Il folletto ricciolino continua a dare spallate alla rigida compostezza di un festival sessantenne. Sarò di parte ma io vado pazza per i suoi testi intelligenti, irriverenti ma anche poetici. Non a caso il suo nuovo album è già nelle mie mani. Grandioso. Voto 7,5

Irene Grandi La cometa di Halley: oggi ha una carica da super rocker, si vede chiaramente che non punta alla vittoria ma solo a trovare posto nel maggior numero di ipod. Il brano racconta il suo matrimonio finito da poco, ma lei se la ride, conquista il palco e ritorna a fare quello che sa fare meglio: trasformare un brano inedito in un tormentone nel giro di 5 giorni. Voto in ascesa 8,5

Irene Fornaciari&Nomadi Il mondo piange: se zucchero padre cantasse questo brano ci troveremmo difronte ad un brano più che discreto ma siccome la figlia è lagnosa, antipatica e da taglio di vene immediato, il voto è un 5,5.

Noemi Per Tutta La Vita: più ascolto l’inciso più penso E’ QUESTA LA CANZONE CHE MERITEREBBE QUEL BENEDETTO PRIMO POSTO. Splendida ragazza, splendido brano. Voto 9

Povia La Verità: Povia quest’anno ha portato a Sanremo un brano che non ha suscitato polemiche forse perchè si trova dalla parte giusta del cancello, forse perchè mai come quest’anno vincerà il personaggio e non la canzone. Meriterebbe una sorte migliore dell’anonimato ma forse arriva con un anno di ritardo in un Paese che spesso volta pagina troppo in fretta. Voto 8

Pupo Emanuele Filiberto Italia Amore Mio: lo sto scrivendo veramente? sì, questi 3 orrori rischiano di vincere il festival. La domanda è lecita: ma chi cazzo vota da casa? non so più come commentare, vorrei che fosse un incubo. Qualcuno disse che la vetta del trash si raggiunse con Fiumi di Parole dei Jalisse ma stiamo per prepararci ad un evento epocale. Le scommesse sono aperte. Voto zero. 

Valerio Scanu Per tutte le volte che: elegantissimo in uno smoking poco impegnativo. Peccato per le numerose imprecisioni vocali, peccato per il fatto di sentirgli cantare un brano davvero bruttino, peccato vincere (se vincerà) con un testo dove si fa l’amore in tutti i laghi. Voto 5,5

Marco Mengoni Credimi Ancora: il re matto ritorna alla sobrietà dei primi giorni, abbandonando gli occhiali senza lenti e la matita nera. Se non ci fosse stata la Ayane e se non provenisse da un talent avrebbe sicuramente messo un’ipoteca sul premio della critica. Il pubblico a casa lo ama ed è un’ottima notizia. E’ un introverso e un controverso, non è bello ma ha il fascino di un personaggio dei fumetti. Artista a tutto tondo. Voto 8 

 

venerdì 19 febbraio 2010

0 Sanremo 2010. Pagelle Quarta Puntata

sanremo_cantanti_2ij31p

Arisa – Lino Patruno e Jazz Band Malamorenò: lo dico subito, senza occhiali è quasi nuda. Stasera è accompagnata solo dalla Jazz Band, cosa che renderebbe da Dio in un piccolo locale fumoso della vecchia America ma che sparisce totalmente all’interno di un teatro. Meglio in versione originale. Voto 6

Malika Ayane – Sabina Brazzo Ricomincio da qui: coreografia tutto sommato inutile, brano sempre più noioso. Voto 5 

Simone Cristicchi – Coro dei Minatori di S.Flora Meno Male: partito in sordina piano piano è riuscito a conquistare  giornalisti,  radio ed emittenti televisive. Si porta dietro gli amici minatori creando un po’ la tipica situazione alla Elio. La canzone spacca sempre più, si salta, si canta e peggio per la Bruni che non ha accettato il duetto, ne avrebbe guadagnato in simpatia. Voto 8,5

Irene Fornaciari Nomadi – Mousse T & Suzie Il Mondo Piange: stranamente quest’anno ha lasciato papà a casa a lisciarsi la barba. Il brano continua ad essere quello che è stato sinora, una canzone di Zucchero non cantata da Zucchero. L’aggiunta della cantante americana conferma ancora di più questo trend, se ricordiamo gli innumerevoli inserti di voci femminili anglofone nei brani di Fornaciari. Il dj Mousse T francamente non l’ho sentito. C’era? Brano insipido. Voto 5,5

Irene Grandi - Marco Cocci La Cometa di Halley: due toscanacci per un brano che sinora in radio ha conquistato molto più che in versione live. Oggi accade il miracolo: la carica di Irene arriva sino al cuore, emoziona e trascina. Cocci, privo dei decennali rasta, dimostra ottime qualità vocali (si capisce che canta e canta bene tra un film impegnato e l’altro). Esempio perfetto di un brano diesel. Voto 8

Marco Mengoni – Solis String Quartet Credimi Ancora: truccatissimo, sceglie l’accompagnamento di un quartetto di violinisti. Posso essere sincera? scelta inspiegabile. Il brano a parer mio funziona meravigliosamente solo ed esclusivamente con l’arrangiamento originale. Capisco la volontà di mettere in primo piano le qualità vocali di Marco ma l’esecuzione perde in fascino e carisma. Spogliata di quasi tutto perde e perde molto. Voto 6,5

Fabrizio Moro – Jarabe de Palo Dj Jad Non è una Canzone: Jarabe de Palo non lo si vedeva da tempo in Italia e Dj Jad ormai lavora dietro le quinte di una scena hip hop sostanzialmente in fase di tracollo. I tre creano insieme una jam session di altissima qualità che non so quanto potrà essere compresa in un palco così istituzionale. Bravi e menefreghisti al punto giusto. Voto 8 

Noemi – Kataklò Per Tutta la Vita: entra in scena con due cornini da Lamù, molto Yavanna con la differenza che qua ci troviamo al cospetto di una vera fuoriclasse. Stasera mi inchino ad un brano e ad una cantautrice che porta la musica italiana a vette sconosciute. Dire brava è dire poco, perciò stavolta non aggiungo altro. Voto 8,5

Povia – Marco Masini La Verità: anche in questo caso due artisti toscani ma collocati in nicchie musicali totalmente differenti. Ho ascoltato attentamente questo brano alla radio e ho pensato che se non lo avesse cantato Povia sarebbe stato un brano tra i più belli di questa edizione. Infatti cantato da Masini acquista sentimento, credibilità, emozione. Musicalmente è strutturato in maniera perfetta, il testo è struggente e delicato come una carezza. Bello davvero, peccato che lo canti uno che fa di tutto per stare sulle palle. Voto 8 per la canzone, 4 per l’interprete.

Pupo Emanuele Filiberto – Lippi Italia Amore Mio: i fischi fanno da preludio all’orrido brano inspiegabilmente ancora in gara. L’accompagnamento di Lippi peggiora ulteriormente la situazione dei tre sabaudi, soprattutto nella sua dichiarazione iniziale in omaggio ai soldati in missione all’estero. L’omelia continua per 5 minuti buoni mandando all’aria il regolamento che proibisce qualsiasi commento prima dell’esibizione. Finalmente iniziano e Pupo, di nero vestito, recita il solito requiem accompagnato dal corteo funebre delle Divas in tricolore. L’unico gioviale è il tenore Canonici che per l’intera canzone si dondola sul seggiolino permettendosi anche l’espressione da piacione. Voto zero come sempre.   

Enrico Ruggeri – Decibel La Notte delle Fate: rimette gli occhiali alla Decibel e noi ci gasiamo già solo per questo. Prime note che richiamano il loro più grande successo (Contessa). Geniale! Ruggeri è ritornato definitivamente con una sicurezza da animale da palcoscenico che avevamo quasi dimenticato dopo anni di lontananza dal panorama musicale.  Performance davvero sopra la media. Voto 8

Valerio Scanu – Alessandra Amoroso Per tutte le volte che: ancora mi domando perchè non hanno partecipato insieme..avrebbero vinto, stravinto. Hanno due voci che stanno alla grandissima insieme e soprattutto hanno un feeling straordinario. Meglio ieri però. Ps: Valerio con quel filino di barba non fatta sta proprio bene. Voto 7,5

Jessica Brando – Dove non ci sono ore: voce tremolante ma comunque dotata. Grande estensione e tutto sommato canzone più che dignitosa. Continuo a sostenere che si tratti di un genere morto 10 anni fa ma potrebbe piacere ad un pubblico che cerca la melodia facile e senza scossoni. Voto 6

Luca Marino – Non mi dai pace: come ieri manifesta un terror panico verso l’intero genere umano figuriamoci di fronte al davanzale burroso di Antonella. Il brano migliora rispetto a ieri ma rimane abbastanza vecchio un po’ in tutte le sue parti. A venti minuti dalla mezzanotte diventa pesante come un piatto di cotiche. Abbiate pietà. Voto 5,5

Tony Maiello – Il linguaggio della resa: elegante in uno smoking che non ti aspetti, emozionato com’è giusto che sia, basta con sti giovani presuntuosi e algidi. Il brano in radio è bellissimo e anche nel live mantiene le sue promesse, nonostante qualche passaggio non precisissimo dal punto di vista vocale. Strofe, inciso e special creano un piccolo gioiello che merita la vittoria. Complimenti alla Maionchi. Voto 9

Nina Zilli – L’uomo che amava le donne: la Winehouse torna a deliziarci con atmosfere a cui ci ha abituato la premiata ditta Giusy Ferreri. Bel brano, bella voce, in versione studio penso che farà urlare al miracolo e intaserà i centralini telefonici delle radio. Non da primo posto a Sanremo ma da gran botto a livello di vendite. Voto 8

 

0 Sanremo 2010. Pagelle Terza Puntata

 sanremo_2010-large

Valerio Scanu – Alessandra Amoroso Per Tutte le Volte Che: quello che doveva essere il duetto dello scacco matto alla gara sanremese si rivela un’operazione di salvataggio in extremis del povero Valerio eliminato ingiustamente dalla gara grazie al pubblico in piccionaia. Stasera il suo entourage cala una scala reale con la presenza dell’amoroso acchiappatutto. Il Poker di Amici si compie con un autore, due cantanti e persino un direttore d’orchestra con il marchio De Filippi.

Alessandra, che confesso non ho mai amato, trasforma totalmente questo brano rendendolo coinvolgente, da brivido. Inutile dire che il brano rende unicamente come duetto mentre si sgonfia come un palloncino nell’interpretazione da solista. Persino Valerio, molto elegante tra parentesi, ritrova la direzione giusta, cosa che ha mancato totalmente per due sere di seguito. Mi è sembrato molto più convinto e presente delle altre sere. Bravissimi, pura emozione. Voto 8 

Toto Cutugno – Belen Aeroplani: duetto raffinato come un piatto di cotiche. Chiappe allegre l’avevamo sentita cantare nelle brevi pause tra una trombatina e l’altra sulle spiagge dei Caraibi. Non vedevamo l’ora di vederla destreggiarsi con il canto strappacuore dell’ex italiano vero con l’orecchino da magnaccia e l’espressione da tragedia incombente. Si presentano come i Ringo Boys, lui in bianco gelataio lei in nero puttanesco. Lei canticchia bene, sicuramente meglio di lui che per l’ennesima volta ci regala una bella stecca di cui facevamo volentieri a meno. Tutto sa di interregionale, di pastasciutta a Little Italy. Diciamocelo, 10 anni fa avrebbe pure vinto una canzone come questa. Lei sicuramente vivacizza l’ambientazione da suicidio del brano di Cutugno. Molto coracon. Voto 6,5

Pupo ed Emanuele Filiberto – Divas Italia Amore Mio: sentivamo tutti la loro mancanza vero? stasera niente Lippi ma le Divas che poi sarebbero 4 soprani che se possibile danno il colpo di grazia a questo ridente brano. La drammaticità dell’inno patriottico si concretizza nello sguardo smarrito di Emanuele Filiberto e in quello inquietante di Pupo. Ingiudicabile. 

Sonohra – Dodi Battaglia Baby: scommetto che Battaglia suonerà e basta. In effetti avevamo proprio un bisogno pazzesco di aggiungere una chitarra alle due già presenti. Scommessa vinta. Brutto e inutile assolo di chitarra iniziale. Fa persino finta di cantare con la solita espressione da orso yoghi. Non aggiunge niente al brano che però riascoltato per la terza volta si presenta meno mediocre di quello che è stato finora. Forse mi sto abituando al tenore basso di gran parte delle canzoni in gara…Intendiamoci, è sempre un gran polverone di chitarre, voci, batteria, nani e ballerine ma mi ha dato meno fastidio del solito. Voto 6

Nino D’Angelo – Le voci del Sud Jammo Ja: a me l’arrangiamento del brano fa impazzire così come la voce di Maria Nazionale. E’ un brano fresco, con tante atmosfere suggestive e le voci del sud che si uniscono a quella di Nino D’Angelo lo impreziosiscono ulteriormente. C’è ritmo, coinvolgimento, cuore. Bellissima esibizione. Voto 8 

Jessica Brando – Dove Non Ci Sono Ore: essendo passata abbondantemente la mezzanotte la quindicenne Jessica non si può esibire dal vivo e perciò ci rifilano un video delle prove. Sarà legale? mah! i fischi comunque non mancano. Penso che lei sarà contentissima di apparire in video struccata, con due belle borse sotto gli occhi ma fortunatamente per lei senza pinza nei capelli. Comunque gran vocione ma la canzone è poca pochissima cosa. Il gorgheggio andava bene negli anni 90. Voto 5

Nicolas Bonazzi – Dirsi che è Normale: voleva abbandonare la musica se non fosse stato preso a Sanremo. A parer mio Dovrebbe rivedere la sua decisione perchè posso tranquillamente affermare che il Bonazzi e la musica viaggiano in direzioni contrarie. Un reticolato di melodia noiosa e cantilenante ti accompagna sino all’orlo del suicidio. Pessimo. Voto 3

La Fame di Camilla – Buio e Luce: unica band in gara. Questa era (e sottolineo era) la sola canzone (oltre quella della Zilli) che mi aveva convinto dopo un paio di passaggi in radio. Diciamo che nel live perde tutto o quasi. Poco fiato, ma finalmente un arrangiamento che presupponga qualcosa di più di due accordi alla chitarra. Voto 5,5

Tony Maiello – Il Linguaggio della Resa: direttamente da casa Maionchi quel Tony Maiello che dopo la prima edizione di X Factor era scomparso nel nulla per manifesta incapacità. L’aspetto da cherubino evidentemente non colpisce. Il brano che porta in gara non è malaccio, andamento melodico interessante, e testo che supera le solite rime cuore amore. Devo dire che mi aspettavo un tracollo. Discreto. Voto 7

Romeus – Come l’Autunno: ennesimo cantante che porta in gara un brano firmato da Tricarico. Abbastanza monocorde nonostante quella finta cattiveria nel titillare la chitarra. Mi sembra inutilmente gasato. Voto 5

giovedì 18 febbraio 2010

2 Sanremo 2010. Pagelle Seconda Serata

sanremo-2010

Arisa - Malamorenò: passata quasi sotto silenzio sulla rassegna stampa del day after che le ha assegnato quasi all’unanimità un 6 politico. Unico motivo d’interesse generale sembra essere  il cambio della montatura e il Trio Lescano che l’accompagna. La cosa che ho dimenticato di annotare ieri è che finalmente l’ha smessa di cantare con le mani incrociate dietro la schiena come una piccola deficiente del coro dell’antoniano. La canzone secondo me è molto carina ma ormai l’effetto sorpresa Sincerità è finito un anno fa su questo stesso palco. Voto 7 di simpatia.

 

Malika Ayane - Ricomincio da qui: osannatissima un po’ da tutti, dalla Vita in Diretta alla carta stampata, dai Cugini di Campagna ai giornalisti presenti in sala stampa. Si sottolinea l’eleganza e la raffinatezza del brano e dell’esecuzione arrivando ad affermare che sia l’unico pezzo valido di questa edizione. Io direi: scendiamo dall’Enterprise e ritorniamo sulla terra per favore. Da quando cantare con un uovo in gola significa essere artisticamente vincenti? Comunque secondo me il suo brano vive di uno sfarzoso arrangiamento e di atmosfere rarefatte con una gran puzza sotto il naso. Che posso dire? cantata da una con una voce meno fastidiosa sarebbe forse un capolavoro, così com’è applauso di circostanza ma con le emozioni stiamo a zero. Voto 7 (non considerando la sua voce)

 

Simone Cristicchi - Meno Male: pare sia piaciuto unicamente ad un manipolo di giornalisti, molti si aspettavano di più, molti altri non hanno apprezzato la velata satira contro l’italiano medio e la manipolatissima informazione italica. Stasera trovo Simone in grande spolvero, si diverte e ci diverte. E’ fantastico perchè si vede chiaramente che della gara gliene frega poco o niente, vuole solo far casino e lanciare un messaggio a chi lo sa capire. Il brano ti entra nella testa in modo semplice e casinaro, mi piace, mi piace tanto, molto più di ieri. Non salirà mai sul podio di sabato ma venderà come il pane. Voto 7,5

  

Irene Grandi - La Cometa di Halley: è piaciuta tanto al pubblico femminile dalla donna di spettacolo alla Marinella Venegoni che solitamente stronca tutti senza tanti giri di parole. Io attendo la zampata vincente che solitamente la caratterizza, ma se una canzone non va non va. Stasera finalmente tira fuori un sorriso e la grinta che ieri aveva lasciato nel camerino insieme alla tinta per capelli. Il brano si presenta più vivo e meno traballante della sera precedente ma sicuramente non è memorabile come altre canzoni a cui ci ha abituati in anni di onorata carriera. Caruccio e non di più. Aspetto un passaggio in radio per schiarirmi le idee definitivamente. Voto 6,5

Fabrizio Moro - Non è Una Canzone: denigratissimo un po’ovunque. Oggi si presenta con una bella maglia alla Freddy e l’espressione di uno che sta dicendo cose in cui crede veramente. Dirò di più, stasera mi sta convincendo. Riascoltando bene bene, non è malaccio questa canzone un po’ ossessivo compulsiva. Direi che però presenta due grossi difetti: lo stupro ad opera della chitarra elettrica sul finale e la ripetizione convulsa dell’inciso che per la seconda sera di seguito mi ha fatto venir voglia di tirar su la cena di due ore fa. Comunque senza infamia e senza lode. Voto 6+

Nomadi e Irene Fornaciari - Il Mondo Piange: ha ricevuto inspiegabili complimenti nonostante tutti ma proprio tutti abbiano ricordato che il brano le sia stato scritto dal papino sputacchione. Nomadi non pervenuti. Stasera la simpatica signorina Nosferatu si presenta a piedi nudi come nel più strabusato clichè da cantantessa di controtendenza. Continuo a chiedermi il senso della presenza dei Nomadi che alla fine suonano o fanno finta di farlo. A me, ve la dico tutta, la cosa che mi fa più impressione è vedere Sacco con quella che spero sia una parrucca dopo anni di pelata. La canzone è noiosa come ieri. Voto 5,5

 

Noemi - Per Tutta la Vita: apprezzatissima da tutti, è stata l’unica salvata dal linciaggio riservato ai vari figli dei Talent. Grandi occhi che comunicano serenità e umiltà nonostante i numerosi complimenti. Ad un secondo ascolto il brano conferma in pieno l’impressione di un futuro botto in radio. Apparentemente complessa per un pubblico da sms ma che vive della gigantesca personalità di questa piccola grande donna, che graffia, sporca vocalmente un brano da grande artista. Diventerà una delle prossime cover di Mina? Continuo a sentirlo come un brano non immediato, avrei bisogno di ascoltarlo con la dovuta calma. Nonostante ciò, ottima performance. Brava Noemi. Voto 8

 

Povia - La Verità: quest’anno non fa il botto nè in negativo nè in positivo. La cosa non gli ha fatto piacere visto che ha persino negato un’intervista alla Vita in Diretta, proprio lui che vive il microfono come un prolungamento del suo organo sessuale in piena attività copulativa. Chioma leonina, solito servizio 777 per sordomuti, nessun emozione nè da parte nostra nè da parte sua che sembra sempre e solo incazzato col mondo. Orecchiabilità che non serve a nessuno se non accompagnata da un testo perlomeno passabile. Voto 5

 

Enrico Ruggeri - La Notte delle Fate: unico sopravvissuto tra i veterani della kermesse. Molto più in palla della sera precedente. Anche il brano riacquista anima e ritmo. Classico brano che rivela le sue potenzialità ad un secondo ascolto. Molto buono. Inciso che entra in testa e che al terzo ascolto potrebbe già essere canticchiato senza problemi. Voto 7

 

Valerio Scanu - Per Tutte le Volte Che: massacrato da più parti per il suo essere, a detta di alcuni, un vecchio col codino e il piercing sulla lingua. L’hanno accusato di aver portato una robaccia sanremese buona solo per Cutugno, una smielata dichiarazione d’amore d’altri tempi. Dico la mia: martedì non mi ha convinto ma ritengo che l’errore sia stato fatto a monte quando hanno scelto un compositore che evidentemente scrive unicamente per se stesso. Un brano che avrebbe valorizzato un Pierdavide Carone ma che svilisce abbastanza il talento di Valerio. Se confrontiamo questo pezzo con Sentimento (il brano dell’ep di Valerio) si nota un divario spaziale. Uno è una bomba, l’altro è una ruota sgonfia. Vediamo se stasera rialziamo la media. Forza Valerio! Io avrei tolto la seggiola almeno per stasera, sembra una cosa studiata a tavolino. Il brano è bello sino a quando il povero Valerio non è costretto a correre per racchiudere una frase di 10 parole in uno spazio musicale ridotto all’osso. L’inciso onestamente è orrendo, il resto del brano convince solo in parte. Mi dispiace tanto, continuo a pensare che avrebbe meritato un brano con delle spalle molto più larghe. Voto 6,5

Sonohra - Baby: è onestamente incredibile ma a qualcuno sono piaciuti. Sì a Paolo Limiti. Stasera ho deciso di spendere 3 minuti per ascoltarli veramente mettendo da parte i pregiudizi. Allora: se analizziamo la strofa di partenza ti viene da pensare beh dai musica e parole (pur nella loro assurdità) sono passabili. Sorvoliamo sul testo ricco di banalità travestite da affermazioni da uomo navigato e approdiamo all’inciso che è di un truzzo che non si può proprio digerire. Io ho provato a trovare qualcosa di buono e credetemi non l’ho trovato. Bocciati senza appello. Voto 4

 

Marco Mengoni - Credimi Ancora: non ha riscosso alcun successo a livello di critica e questa ragazzi è un’ottima notizia viste le ultime 60 edizioni di Sanremo.

Oggi occhiali da Psycho Killer e un filino di matita nera che non guasta mai. Sembra ancora più sicuro di ieri nonostante qualche piccola sbavatura vocale che gli si perdona senza problemi vista la performance da artista consumato. Stile ineguagliabile, sto ragazzo ha inventato qualcosa che non c’era occupando una nicchia musicale da cui difficilmente verrà scalzato fuori. Brano che conferma le ottime impressioni di ieri. Voto 10

 

Nina Zilli - L’Uomo che amava le Donne: look alla Winehouse, voce e arrangiamento alla Giusy Ferreri. Musica retrò che strizza l’occhio a molte altre cose sentite e risentite. Non apporta novità di rilievo, tuttavia è sicuramente piacevole da ascoltare, poco amatoriale e già navigata. Elegante e furba, ma chissà forse è lecito in una gara con pochi posti a disposizione. Ben sopra la media generale. Voto 7

 

Broken Heart College – Mesi: vorrebbero essere i Sonohra ma non hanno la chitarra e sono brutti. Ma chi ha scelto sto brano? erano ubriachi durante la scelta tra un ventaglio di 1000 canzoni? dico la verità non riesco a credere alle mie orecchie, sto tentando di capire se ho un problema di udito io o se sono proprio come due mollette appese alle palle di un eunuco. Le loro voci hanno lo stesso suono di unghie che graffiano sulla lavagna o gatti in amore. Voto 0 spaccato ma solo perchè più giù non si può proprio andare.

 

Mattia De Luca – Non Parlare Più: massimo di cataldo redivivo. Testo amatoriale, voce insulsa tranne forse quando affronta il falsetto, sanremese da tagliarsi le vene. Espressione da pantofola sgualcita. Voto 5

 

Jacopo Ratini – Su Questa Panchina: di rosso vestito, acconciatura da lottatore di sumo e inizio alla Povia. Mi correggo…è Povia compreso l’uso smodato della gestualità. “Il mondo fa la guerra tutti giù per terra”: c’è qualcosa di più Poviesco di questo? Mi dispiace che tanti talenti (primo fra tutti Daniele Magro) siano stati tagliati fuori per lasciare spazio a gente senza arte nè parte, ma con conoscenze importanti (non trovo altra spiegazione alla loro presenza su questo palco). Voto 3

 

Luca Marino – Non Mi Dai Pace: ecco il giovane dall’aspetto spettinato e volutamente sgualcito. Maglietta di Topolino sotto la giacca nuova e la sciarpetta da finto intellettuale. Canzone brutta in tutti i sensi possibili. Voto 3   

 

martedì 16 febbraio 2010

0 Sanremo 2010. Pagelle Prima Serata

sanremo_cantanti_2ij31p

Irene Grandi - La cometa di Halley: ecco chi svergina la prima temutissima serata della grande kermesse sanremese, la donna che ondeggia da una vita tra alta e bassa classifica. Irene Grandi, la rocker non rocker, quella che sforna grandi successi e poi ti rifila la compilation natalizia coverizzando le brutte cover dei colleghi. Una vita da mediana insomma. A vederla in faccia ti accorgi subito che l’ombretto ha preso direzioni inaspettate. Il resto del look non è male, la camminata terribile come sempre. La voce invece è ovattata, subissata dalla parte orchestrale. Necessita di un secondo ascolto ma onestamente non mi ha regalato emozioni o vibrazioni positive. Sicuramente radiofonica e molto nel suo stile, ma si poteva fare molto ma molto di più. Voto: 6.

 

Valerio Scanu - Per tutte le volte che: porta un brano scritto da Pierdavide Carone, il creatore delle due perle Jenny e La canzone dell’ospedale. Spero nonostante tutto in un brano di ampio respiro. Emozionatissimo ma subito rilassato sul seggiolino che accoglie i suoi 19 anni di inesperienza ma faccia giustamente tosta. Interessante la strofa iniziale, bello l’arrangiamento, delicato e confidenziale. Deludente l’inciso e debole il testo. Valerio mostra come al solito una voce potente ma a tratti poco controllata. A volte a corto di fiato per un’inspiegabile accelerazione nell’andamento della musica. Non si può andare oltre un onesto 6.  

 

Toto Cutugno - Aeroplani: a me fa sempre più pena st’omo dai capelli grigi che non si dà per vinto nonostante siano passati più di 20 anni dai suoi tradizionali secondi posti sul podio sanremese. Ancora me lo ricordo con i suoi smoking neri con papillon, il monociglio e l’espressione monoblocco. Poveri cantautori anni 80, un tempo fulgide stelle di un universo musicale provinciale e ora sepolcri imbiancati che sperano in un sms della nonna o della zia. Non vendono un disco da un ventennio ma eccoli qua ogni santo anno a darsi il cambio come in una staffetta tra reperti archeologici. 15 edizioni alle spalle e si vedono tutte, compreso l’orecchino truzzissimo che sicuramente farà sollevare il pelo alle sue numerose fan moldave. Voce riconoscibilissima, stile cutugnesco sino al midollo e canzone adattissima ad un’edizione del 1982 ma francamente fuori posto nel 2010. Steccatura già preventivata nell’inciso. Testo di banalità amorose. Canzone sanremese al 101%, piacerà molto a tutto il pubblico dai 50 in su. Sinora, ahimè, la più immediata. Voto 5,5.  

Arisa - Malamorenò: nell’edizione passata ci ha fregato tutti con la canzone più idiota del pianeta, stupidotta ma maledettamente orecchiabile. Pare che quest’anno ripeterà la furbata del motivetto dixieland. Speriamo almeno che con i soldi guadagnati abbia cambiato la montatura o si sia rifatta il naso, ma viste le recenti foto penso proprio di no. La montatura in effetti è cambiata e pure i capelli (in peggio), e se possibile è diventata ancora più simile ad un personaggio di cartapesta di un carro allegorico. Belle le drag queen dietro di lei. La canzone ha ritmo come ci si aspettava, è armonicamente più ricca della precedente, non so cos’altro aggiungere se non che è un motivo che non regala niente se non un motivetto da fischiettare. Voto 6.

 

Nino D’Angelo - Jammo Jà: il nostro amato caschetto ormai grigio porta in gara l’unica canzone in dialetto. Manco inizia a cantare e si sente subito il tifo da stadio proveniente dai sedili prenotati da un anno dai napoletani che mettono ipoteche sulle case piuttosto che mancare ad una delle tante trasmissioni nazionalpopolari italiche. La canzone si caratterizza per le sue piacevoli sonorità etniche e per la bella voce della Nazionale. Non capisco una sillaba di partenopeo perciò a livello di testo non mi posso esprimere. Indubbiamente un motivo di facile presa ma non furbo, anzi onesto e ben arrangiato. Mi è piaciuta molto. Voto 7.

Marco Mengoni - Credimi ancora: orfano del suo guru Morgan porta a Sanremo la sua straordinaria voce ma tenta un po’ troppo la fortuna con un brano scritto da lui. Non sapevo fosse cantautore ma apprezzo il coraggio. Molto emozionato e non truccato. Perchè Marco? stai così bene con la matita nera negli occhi e con quell’aria da folle. Energia da vendere, voce da brivido e testo psichedelico. Una pausa improvvisa nella musica ricorda molto i Negramaro, le chitarre elettriche fanno il loro sporco dovere e l’arrangiamento è come un pazzo ottovolante da cui non vorresti scendere mai. Motivo di rara bellezza e pura perfezione. Si sente ricerca e studio in questo pezzo, niente è stato buttato via. Un capolavoro che scalerà la classifica e che sicuramente troverà posto nel mio lettore mp3 a partire dal prossimo venerdì. Voto 10

Simone Cristicchi - Meno male: fortuna che c’è lui che ristabilisce la par condicio politica vista la presenza molesta di Povia. Testo che non risparmia l’attuale governo italiano e la società italica nel suo complesso. Molti saranno delusi dal non aver trovato un brano intimista come Ti Regalerò una Rosa, ma il bello di questo artista è l’essere assolutamente imprevedibile. Ha voluto dare un bella sferzata satirica con una canzone che con tutta probabilità verrà brutalmente fatta fuori da una giuria che non gradisce la politica in musica. La canzone è piena di energia e di entusiasmo, non è una delle migliori di Simone ma scommetto che in radio funzionerà molto bene. Mi è piaciuta a metà. Avrei preferito meno carne al fuoco e più sostanza. Voto 6,5

Malika Ayane - Ricomincio da qui: ho letto varie interviste recenti che la riguardano e l’unica cosa che si evince con ragionevole certezza è che è fidanzata con Cesare Cremonini. Assimilata l’importante notizia spero con tutto il cuore che almeno quest’anno riuscirò ad apprezzarne le qualità artistiche visto che l’anno scorso ho avuto serie difficoltà a portare a termine l’ascolto della sua canzone. Ok che al primo ascolto non apprezzi, ma vorrei anche un motivetto orecchiabile ogni tanto. Non ho l’orecchio sofisticato, questo è un dato di fatto. La sua voce così di gola non mi piaceva prima e non mi piace ora, ma il brano è più immediato di quello dello scorso anno. Parte subito senza tanti giri a vuoto di musica, e questo è un bene ma mi spiace dire che è uno stile che non mi affascina. Troppo elitario. Voto 5

Pupo ed Emanuele Filiberto - Italia amore mio: Pupo dovrebbe continuare a fare televisione e smettere i panni del cantautore oppure che ci ridia un bel pezzo rustico come Gelato al Cioccolato o su di Noi. Poco credibile come filosavoiardo. Il Filiberto poi mancava solo che cantasse, dopo i balli e le trombate in politica. Nel prossimo futuro lo vedremo sul set di Capri? I fischi non mancano, la platea si allarga in un crescendo di rimostranze antimonarchiche. Passando alla canzone vorrei passare la palla a qualcun’altro ma temo che mi toccherà commentarla. Basta dire che è uno dei brani più brutti della storia della musica mondiale? basta dire che mi è risalita la zuppa di ceci mangiata a cena? è un suicidio in diretta nazionale. Guardate, fosse stata una presa in giro bonaria si poteva almeno apprezzare l’idea, ma qui ci mettono la drammaticità e la convinzione. Cioè lanciano messaggi, ci capiamo? Spero vivamente che escano stasera per quanto possa dispiacere a quelli che sbandieravano gli striscioni tricolori in piccionaia. Orrida. Voto 0.

 

Enrico Ruggeri - La notte delle fate: cantante sanremese per eccellenza ma bisogna ammettere che ha sempre tirato fuori qualche buon brano nelle varie edizioni a cui ha partecipato. Il pizzetto ormai è bianco e la pelata riluce sempre più sotto le impietose luci dei riflettori. Viene diretto dalla sua Andrea Mirò. Dov’è finita Mistero? Si può dare di più? il Mare di inverno? Rien ne va plus? onestamente trovo bello solo il titolo del brano. La canzone è targatissima Ruggeri, ma manca di mordente. Lui è alquanto stonato e poco convincente. Sembra fuori fase, mi sa che è meglio se torna alle gravidanze aliene di Italia1. Delude e delude parecchio. Oddio non che fosse il cavallo vincente, ma uno si aspetta sempre qualcosina dal vincitore di 2 edizioni. Comunque un 5 non glielo toglie nessuno

 

Sonohra - Baby: i fratelli col look furbetto, il bruttino e il belloccio, capello sistemato a regola d’arte e chitarre acustiche spianate. Il loro successo risiede in quel vasto panorama generazionale che vai 9 ai 16 anni. Le chitarre sono più grandi di loro. Ma sono gli stessi che hanno scritto e cantato l’Amore di due anni fa? no perchè quella era perlomeno una canzone anche carina se vogliamo questa è una merdata e basta. Vogliono imitare (male) John Bon Jovi e sono francamente inascoltabili. Brutta e noiosa. Ma veramente brutta. Voto 3

 

Povia - La verità: eccolo di nuovo che ci fa ciao, eccolo il menestrello che non vende un disco ma produce polveroni. Disturba la vista, l’udito e le palle. Vorrei che si dedicasse a qualcos’altro nella vita, che so, alla manovalanza o alla raccolta di patate in Calabria. Grandi applausi dalla platea che evidentemente non amerà i Savoia ma ama le teste di ca...o. Solito gesticolare da linguaggio per non udenti. Canzone identica a quella dello scorso anno, ai bambini che fanno oh e ai piccioni. Io il senso del testo non l’ho capito, penso solo che a volte bisognerebbe tacere ma è evidente che questo ha come scopo primario nella vita quello di rompere le palle a cadenza annuale. E’ contro o a favore dell’eutanasia? qualcuno l’ha capito? già questo basta per evidenziare la pochezza di quest’uomo. Voto 1

  

Irene Fornaciari e Nomadi - Il mondo piange: posso dire che detesto cordialmente Irene Fornaciari? posso chiedere alla direzione artistica come mai la signorina figura tra i big se non ha venduto mezzo disco? le parentele stanno uccidendo pure la musica italiana. Brano ingiudicabile, fotocopiato brutalmente dalle creazioni del pater familias. Ma poi i Nomadi che cosa ci stanno a fare? ah ecco cantano una piccola frase verso la fine di questa banalissima canzone. Referenzialità a tutto tondo. Voto 4

Noemi - Per tutta la vita: sono innamorata pazzamente della sua voce sin dai tempi di X Factor. Un talento fuori dal comune che solo adesso sta iniziando a raccogliere il frutto del suo lavoro. Il brano è elegante ma allo stesso tempo fresco. Lei nonostante la visibile emozione dà tutto quello che ha, graffiante, aggressiva, matura come un’artista di grande esperienza. Non mi ha strappato l’anima in due ma non si può non riconoscere la bravura immensa di questa ragazza. Da riascoltare con più attenzione. Voto comunque 7.

Fabrizio Moro - Non è una canzone: non è uno dei miei artisti preferiti, nonostante l’impegno sociale che spesso mette nei suoi testi. Non amo soprattutto il suo utilizzare l’hip hop pur essendo un cantante sui generis. Sembra che per lanciare messaggi di un certo peso o per colpire la gente a casa sia necessaria la rima al ritmo di 4/4. Tutto quello che rimane è la frase “ questa è la mia vita non è una canzone”, ripetuta sino a tirarti scemo. Voto 5,5.

sabato 30 gennaio 2010

0 Ma quanto è impossibile accordare?

CIMG0733

Ma quanto è difficile accordare la prima volta la chitarra? ho comprato questa ragazza qui sopra esattamente una settimana fa con tutte le migliori intenzioni del caso ma a quanto pare non è stato precisamente amore a prima vista, forse si tratta di uno di quegli amori che si sviluppano nel tempo per poi diventare folli ed eterni.

Se uno dà retta ai vari videocorsi che sono sparsi nel web si trova costretto ad imitare come una scimmia dall’udito molto fine le varie tonalità partendo dal La. Il problema è che io sono riuscita ad accordare La, Re, Sol, Si ma ovviamente quando arrivo al Mi cantino cosa poteva succedere se non di spezzare la corda e rispezzarla neanche 2 giorni dopo? chiedo consiglio a mio cugino chitarrista e mi dice che la soluzione è accordare un’ottava sotto altrimenti la corda si spezzerà sempre, anzi si spezzeranno tutte. Ma allora a che piffero serve che ti diano il suono del La se tanto devi andare sotto e scusate signori chitarristi ma se io vado sotto sento un suono simile ad un’unghiata sulla lavagna o ad un rutto sfiatato. Il Mi basso poi è anche peggio perchè se giro poco la chiavetta fa il suono di un trapano, se la tiro fino a sentire un suono accettabile scopro dall’accordatore elettronico che è un La. Ma come è possibile? poi giusto per gioco ho provato un accordo facile, solo per capire la posizione delle dita della mano sinistra. Beh gente diciamo che il suono non era quello giusto sia perchè la chitarra era ovviamente scordata sia perchè la corda dove premevo il dito non suonava praticamente. Come è possibile?

Non potendo permettermi un corso con il maestro in carne e ossa e avendo una specie di orgoglio simile ad un gradino di marmo di carrara non posso fare altro che seguire un manuale e sperare che prima o poi succeda un miracolo. Ovviamente neanche sperare in qualche chitarrista che mi capiti tra i piedi mentre giro per casa o per discendenza di sangue. L’unico è distante e impegnato perciò devo fare da sola.

Sono arrivata all’importante decisione di andare in un bel negozio di musica a comprare un set di corde e a farmi cortesemente controllare la chitarra e chissà volendo anche a farmela accordare almeno per vedere se è una cosa fattibile o se ho comprato un trattore col manico. Avrà peso il fatto di averla comprata alla Feltrinelli e per giunta aver preso quella esposta in vetrina perchè era l’ultima rimasta? io so che non sono Carlos Santana perciò penso che per iniziare vada bene anche la chitarra finta di Guitar Hero o almeno così si dice in giro. Il fatto di aver comprato una chitarra acustica invece che una classica non è visto di buon occhio per via delle corde che sono decisamente più dure e per altri particolari tecnici che non ricordo neanche più. Beh a me piaceva e l’ho presa, tiè.

Comunque se qualcuno ha qualche consiglio sui primi passi lasci pure la sua testimonianza, sarà cosa ultra gradita. Una domanda soprattutto mi attanaglia la testa: quanto e come premere le corde con le dita della mano sinistra?

venerdì 13 novembre 2009

0 Send Me an Angel-Scorpions (traduzione)

 

 

 

Il saggio disse: percorri questa strada

 
verso l'alba della luce

 
Il vento soffierà sul tuo viso

 
Mentre gli anni passano

 
Ascolta questa voce che viene dal profondo

 
E' il richiamo del tuo cuore

 
Chiudi gli occhi e troverai

 
il varco tra le tenebre

 
Sono qui

 
Mi manderai un angelo?

 
Sono qui

 
Nella terra della Stella del mattino

 
Il saggio disse: trova il tuo posto

 
Nell'occhio della tempesta

 
Cerca le rose lungo la strada

 
Ma stai attento alle spine

 
Sono qui

 
Mi manderai un angelo?

 
Sono qui

 
Nella terra della Stella del mattino

 
Il saggio disse: Alza la tua mano

 
e stendila per afferrare l'incantesimo

 
Trova la porta per la terra promessa

 
Semplicemente credi in te

 
Ascolta questa voce che sale dal profondo

 
E' il richiamo del tuo cuore

 
Chiudi gli occhi e troverai

 
Il varco tra le tenebre

 
Sono qui

 
Mi manderai un angelo?

 
Sono qui

 
Nella terra della Stella del mattino

martedì 31 marzo 2009

0 Qualcuno sa dirmi chi sono i MetroStation??





Milano, Piazza Del Duomo, Primo pomeriggio di un caldo giorno quasi primaverile con un indigesto Big Mac nello stomaco e giusto un 4, 5 chilometri sotto le scarpe..Guardarsi intorno e vedere un gruppo abbastanza corposo di ragazzette con il trucco pesante, due chili di ferraglia in faccia e degli striscioni sotto i piedi..Abbassare lo sguardo e leggere inneggiamenti e slogan in rima baciata per i Metro Station. Domandarsi chi sono i metro station? iniziare a sudare all'idea di non sapere chi sono i metro station, sentire il battito cardiaco che accelera nel rendersi conto con atroce amarezza di essere vecchia alla veneranda età di 32 anni. Tornare a respirare nel vedere altre 20 o 30 persone che ignorano l'identità di questo ignoto gruppo.



Aspettare circa mezzora per togliersi la curiosità nonostante un inquietante fumo inizi a salire dalla suola delle tue povere Freddy.



Sentire all'improvviso che le tue orecchie ricevono una botta violenta in seguito all'urlo a 2000 decibel di una cinquantina di ragazzotte all'apparire sul terrazzino di Trl dei cessi tatuati.



Ma le ragazzine di adesso hanno gusti tanto scadenti? e soprattutto una volta nella vita che sono a Milano, ma proprio questi brutti bacarozzi mi devo beccare?



venerdì 27 febbraio 2009

1 Tirando le somme dopo Sanremo 2009


A quasi una settimana dalla fine dell'edizione numero 59 del Festival tiro un paio di conclusioni personali:
1) La canzone che ha vinto veramente, quella che si sente fischiettare dal pensionato, dal neonato strillante nel passeggino e dall'adolescente con la vita dei jeans a mezza gamba è senza ombra di dubbio Sincerità di Arisa.
2) Marco Carta ha vinto perchè è un prodotto televisivo, perchè aveva il grosso traino di Amici e perchè la gente aveva voglia di risentire in radio una vecchia canzone di Eros Ramazzotti, visto che La Forza Mia è un plagio dei più plateali della storia di Sanremo. Il gancio in mezzo al cielo poi si poteva evitare proprio...
3) Povia è quello che ci sta speculando più di tutti. E' l'unico che continua a parlare dell'annosa storia dei gay che son diventati etero e degli etero che son diventati gay a furia di avere il fiato della mamma sul collo. L'unico che continua in ogni trasmissione a tirare fuori dal taschino la storia del cinquantenne che gli racconta la storia della sua vita è solo lui. Le associazioni hanno smesso da tempo di manifestare visto che tutto quello che hanno ottenuto è stato capire che all'italiano medio di questi tempi gli frega solo di avere un ritornello da cantare sotto la doccia e pazienza se i contenuti sono delle cazzate stratosferiche...l'importante è che la rima non manchi e se tutto è condito da un po' di rap in salsa rosa ancora meglio. Per la mancata vittoria del Povia dobbiamo rendere grazie ai milioni di sbarbatelle a cui piace il ragazzino non tanto virile ma con la faccia da periferico. Dalla Balivo il Povia si è pure inventato una lettera (scritta sicuramente di suo pugno) in cui la figliola del fantomatico gay pentito lo ringraziava e gli confidava di aver pianto sentendo le parolo della sua canzone. Ora non dando per scontato che sia una cazzata, proviamo a immaginarci una ragazzina di 12 anni che piange per le parole di Luca era Gay...Io mi arrendo perchè a tutto si può credere tranne che a uno che ha scritto che i piccioni fanno oh.
4) Iva Zanicchi continua ad accusare il povero Benigni di essere stato l'artefice della sua eliminazione e di averla messa in ridicolo. Io dico che gli dovrebbe fare un monumento visto che sono anni che la signora parla di gnocca e di ormoni impazziti e non becca uomo...almeno ora avrà una coda chilometrica di signori di mezza età con in tasca la pillolina Blu dell'amore, magari anche il suo Padrone busserà cortesemente alla sua porta offrendole un ministero al posto di una notte senza amore.
5) Qualcuno può spiegarmi perchè non ha vinto Dolcenera?

domenica 22 febbraio 2009

1 Il Vincitore di Sanremo 2009



Povia Buttati A mARE e Forza Cagliari!!!

sabato 21 febbraio 2009

1 Sanremo. Quarta Serata, Pagellone


Inizia la Terza Serata del Festival di San Bonolis. Oggi il menu offre come piatto di contorno la gara dei giovani dove immagino non vincerà l’unica che lo merita veramente e di cui per scaramanzia non citerò il nome se non voglio che finisca come i ripescaggi di ieri sera. Il piatto principale invece è costituito dalle esibizioni dei Big che vengono eccezionalmente accompagnati nelle loro performance da nomi più o meno importanti della musica leggera. Si presentano in 12 ma ne usciranno vivi solo 10.
Davvero scandalosa la cravatta traslucida di Paolo Bonolis ma formidabile la sua battuta sul sarto che ha cucito gli abiti addosso ad una ballerina coperta solo di tinta colorata.

1) Pupo, Belli e Youssou Ndour e Giannone Morandi “L’Opportunità”: per un attimo sembra di riascoltare Si Può Dare Di Più ma la profondità e la quantità di rughe di Morandi ci riportano bruscamente nel 2009. Penso che il testo sia deboluccio nonostante le intenzioni ammirevoli. Del resto dall’autore di Santa Maria Novella e Su Di Noi non ci potevamo aspettare Imagine. Gianni Morandi non aggiunge niente a questo inno da chiesa rionale. Il mio voto precipita a 5.
2) Patty Pravo, Weckel, East e Rundgren “E io verrò un giorno lì”: la Bambola vitrea presenta segni preoccupanti di cedimento all’emisfero destro del cervello già prima di cantare visto che bacchetta Bonolis per aver presentato il suo direttore d’orchestra solo col cognome. Vi chiederete perché e rimarrete col dubbio visto che questa donna è un punto interrogativo su un foglio bianco. Oggi rinuncia all’esibizione delle sue prugne avvizzite ma tiene fede alle stecche. Il mio voto è 5 dal vivo e 7 in versione radio.
3) Fausto Leali e Fabrizio Moro “Una piccola parte di te”: problemi interminabili per colpa di un fischio assordante proveniente dalla cassa audio del chitarrista che scorta il Funereo Moro. Alla fine Paolo lo leva dalle balle e parte la canzone. Fausto Leali è vestito da casa, maglia nera sformata, jeans ascellare…manca solo la ciabatta marrone. Fabrizio Moro è allegro come un becchino e intonato come sora Gina. Il mio voto è 5.
4) Sal Da Vinci e Gigi D’Alessio “Non riesco a farti innamorare”: testa da Playmobil, che non è scemo come potrebbe sembrare ad una rapida occhiata, si porta dietro il pezzo da 90, quello che cattura tutti i voti da Napoli in giù. La voce di Sal Da Vinci ha quel caratteristico piagnucolio da napoletano verace…persino Gigi, al suo confronto, sembra venire dalla Brianza più profonda. Il mio voto è 4.
5) Dolcenera e Syria “Il mio Amore Unico”: se devo dire la mia Haidi non ci ha guadagnato a farsi accompagnare da Syria che notoriamente ha la voce di Topo Gigio e il sex appeal di un tonno. Per l’occasione sfoggia anche un paio di anfibi risalenti, vista l’usura, al lontano 92. Le due continuano a guardarsi maliziosamente durante tutta la performance…Ormai Povia è in preoccupante minoranza. A parte tutto la canzone a me piace un casino. Il mio voto è 7,5.
6) Francesco Renga e Daniela Dessì “Uomo senza età”: più lo guardo più penso che Francesco abbia fatto bene a sfoltirsi la chioma..sta benissimo ma sarà come Sansone che perse tutta la sua forza per un paio di colpi di forbice? In realtà no visto che a un secondo ascolto la canzone mi ha veramente emozionato. Il mio voto è 7.
7) Alexia, Mario Lavezzi e Teo Teocoli “Biancaneve”: Lavezzi, viste le temperature rigide di uno studio televisivo, si presenta con un panciotto di velluto nero. Alexia sarebbe ora rinunciasse al suo nome da Vocalist almeno per ragioni anagrafiche visto che ha superato i 40. I suoi capelli sono in giudicabili. Teocoli fa un po’ la macchietta di Celentano…Non mi sono piaciuti per niente. Il mio voto è 6 ma solo per il ritornello.
8) Albano e Michele Placido “L’amore è sempre Amore”: Albano dovrebbe prima di tutto capire che la camicia fuori dai pantaloni va bene sino ai 30 anni poi uno diventa sempre più simile ad un pappone. Anche i capelli fluenti hanno fatto il loro tempo così come il suo modo di cantare. Ma chi è stato tanto scriteriato da rimetterlo in gara? Guardate la supponenza del contadino arricchito…Non lo salva neanche l’apporto del conterraneo Placido che si limita a decantare questi versi di rara banalità. Il mio voto è 3.
9) Marco Masini e Francesco Benigno “L’Italia”: con il suo accento marcatamente siciliano l’attore di Mary Per Sempre declama qualche strofa della canzone, anche con una certa veemenza. Penso che il testo di questa canzone non sia per niente coraggioso, anzi. Tutto si limita a sfruttare un po’ di temi di scottante attualità per poi cadere un po’nella retorica dei nostri tempi. Roberto Benigni in poche battute ha detto tutto quello che c’era da dire su questa Italia.quello ma con originalità e vero coraggio. Masini non è un cantautore che si può mettere a far politica o falsa demagogia con un paio di parolacce, meglio se si limita alle sofferenze dell’amore. Il mio voto è 4.
10) Povia “Luca Era Gay”: guardate la faccia di questo individuo e vedrete la supponenza di aver vinto il braccio di ferro con la parte che si è sentita giustamente lesa da questo ridicolo testo. L’Italiano medio gli ha dato la sua approvazione, gli grida BRAVO prima che canti. Cosa c’è da dire? Vorrei un po’ di metri di carta igienica per pulirmi il culo. Il mio voto è 0. Ci offre anche il bacio tra due falsi sposini sul palco. Cosa dobbiamo dire? Ringraziamo Povia per averci spiegato che il vero amore si trova nell’eterosessualità e nel matrimonio. Sarà per questo che ci sono più separazioni che nozze. Comunque mani allo champagne per la sua vittoria di domani sera. Garantito al millesimo.
11) Marco Carta e i Tazenda “La Forza Mia”: un po’ di Sardegna sul palco dell’Ariston, launeddas e alcune strofe in sardo. La cosa peggiore tra le tante è lo stesso Carta che tenta di cantare in logudorese. Voto 4
12) Gemelli Diversi “Vivi per Un Miracolo”: gli antiabortisti col piercing e il tatuaggio non riesco proprio a sentirli. A parte che è identica come ritmica, come melodia, come fraseggio ad altre 20 che hanno inciso nei loro memorabili cd. Il mio voto è 2

Finalmente giungono al termine le esibizioni dei Big…di molto inferiori a quelle della magica serata precedente.
Eliminati di questa sera: Dolcenera e Gemelli Diversi

Inizia la gara dei giovani
1) Barbara Gilbo “Che ne sai di me”: urla sgradevoli e contenuti assenti. Voto 4
2) Malika Ayane “Come foglie”: un miscuglio sgradevole tra la Vanoni e Giusy Ferreri. Voto 4
3) Chiara Canzian “Prova a dire il mio nome”: è inutile non riesce a tenere a bada i suoi strilli spacca timpani per più di pochi secondi. Non la reggo. Voto 4
4) Simona Molinari “Egocentrica”: la canzone non è male, meglio delle precedenti. Voto 6,5
5) Arisa “Sincerità”: geniale, spiazzante, pezzo da canticchiare immediatamente. Voto 9
6) Karima “Come in ogni ora”: voce incredibile, eleganza da vendere, un pezzo che ti trascina inesorabilmente in una spirale di sensazioni raffinate. Voto 8
7) Irene “Spiove il sole”: al terzo ascolto riconosco le tipiche sonorità di Zucchero e la cosa sarebbe un bene se sul palco ci fosse lui e non l’inutile figlia. Una scimmia urlatrice ha più bon ton di lei. Voto 6
8) Iskra “Quasi amore”: gran voce ma il pezzo lo trovo un pochino scontato. Voto 6
9) Silvia Aprile “Un desiderio Arriverà”: se la canzone avesse partecipato 15 anni fa avrebbe vinto sicuramente e per il gusto musicale di quei tempi anche meritatamente, ma i tempi sono maturi per qualcosa di più giovane e meno sanremese. Voto 6,5
10) Simone Perbellini “Cuore senza cuore”: il figlio segreto della voce dei Cugini di Campagna canta meglio della prima volta ma la canzone soffre dell’assenza di Cocciante. Cantata da lui sarebbe un successo assicurato, qui stenta a decollare. Voto 6,5

Vince la 59esima edizione del Festival nella Categoria Nuove Proposte:
ARISA CON SINCERITà

giovedì 19 febbraio 2009

0 Sanremo. Terza Serata, Pagellone



Eccoci alla terza Serata del Redivivo Festival della Canzone Italiana. Ammetto di aver bucato la serata di ieri per seguire la chilometrica puntata di Amici e forse era meglio evitare visto il finale leggermente scandaloso...oddio non che fosse meglio assistere all'inesorabile avanzata di Luca Era Gay e dei Gemelli Sfigati. I 300 esperti di musica li devono aver prelevati dal Fans Club di Cristina D'Avena o dal variegato mondo degli Oratori Italiani dove si insegna che uomo+donna= amore, mentre uomo+uomo o donna+donna= sesso da caserma.

Non conosco il regolamento di questa edizione ma mi auguro che a un certo punto subentri il Popolo Degli Sms, può darsi che a quel punto si riesca a trovare un buon 40% di teste pensanti ma visti i precedenti di Miss Italia (ormai Miss Befana) e dello stesso Sanremo con la vittoria di Giò di Trota..beh non mi aspetto niente di buono.

Inizia...

Stavolta l'apertura della serata è affidata al Ricciolone Allevi. Eccolo lì a suonare un po'di musica Dodecafonica al pianoforte...certo molto coerente con il pubblico in sala..uomini dal fischio facile e donne che nascondono nelle borsette di finta pelle cotillon e trombette di disapprovazione come alla Corrida.

Allevi è vestito come al concerto del 1 Maggio: felpone con cappuccio, Jeans e Scarpa da Tennis.

Bonolis entra in scena e ricorda Oreste Lionello, scomparso il giorno prima. Durata del cordoglio 20 secondi netti. I miei complimenti.

Ok stasera la gente a casa ha la possibilità di salvare 2 cantanti dall'eliminazione suprema e definitiva..le mie preferenze masochiste vanno su Ivona Zanicchi e il suo sesso estremo e Nicky Nicolai.


Filippo Perbellini e Riccardo Cocciante eseguono "Cuore senza Cuore" : i due riccioloni cantano ognuno al proprio pianoforte e mi sento di dire che il casco pilifero di Cocciante è più curato, mentre l'altro si vede benissimo che è un becero plagio per creare questo effetto Gemelli Separati Alla Nascita. Passando alla canzone, sicuramente Cocciante ha risollevato le sorti di questo pezzo abbastanza scadente al primo ascolto. Molto coinvolgente. Voto: 7,5
Riccardo Cocciante seduto di nuovo al pianoforte esegue uno dei suoi pezzi forti Quando Finisce Un Amore. Devo dire che per molto tempo ho detestato la sua voce sincopata e teatrale, poi ho iniziato ad apprezzarlo un po' di più anche se non riesco ancora a mandare giù quel suo saltellare sul seggiolino del pianoforte nei momenti più sofferti delle sue canzoni.
Entra in scena la Valletta di stasera, Gabriella Pession attrice di fiction abbastanza nota e dal carattere molto interessante. Finalmente un po'di vita e di ironia su questo palco, sinora le donne hanno difettato in personalità e essenza vitale.
Silvia Aprile (ex X-Factor) e Pino Daniele eseguono "Un desiderio arriverà": Pino Daniele pur essendo autore del testo nonchè cantante propende per la seconda fila limitandosi a suonare la chitarra. Silvia ha una gran voce ma la canzone non è granchè, troppo sanremese, troppo scontata, troppo tutto. Il mio voto è 5,5
Anche Pino Daniele regala al pubblico uno dei suoi successi, forse per farci sentire la differenza di qualità tra le canzoni che scrive per sè stesso e quelle per le giovani promesse. Comunque Quando rimane un piccolo gioiello da brivido sulla pelle, solo voce e piano...questa si che è Musica. Il brivido continua con Napul'è, altro pezzo di storia musicale. In questi momenti mi chiedo come sarà possibile poi ascoltare tutto quello che verrà dopo...sembreranno note messe a casaccio da dilettanti allo sbaraglio e non parlo solo delle Nuove Proposte ma anche delle vecchie Mummie.
Luca Laurenti come ai tempi di Buona Domenica ma senza Costanzo al Sassofono canta discretamente My Way. Meglio come cantante che come pirlotto. Fortunatamente oggi Bonolis ci risparmia le gag Lavazza Oro.
Karima (ex Amici), Mario Biondi e Bacharach eseguono "Come in ogni ora": Karima dimagrita e assai elegante canta con la sua voce molto r&b un pezzo da jazz club, per poi duettare con Mario Biondi dalla voce assolutamente inconfondibile. Trovo che sia un pezzo estremamente elegante ma forse troppo per questo pubblico di bocca buona a cui è lasciato l'esito finale. Il mio voto è 7.
Irene (Fornaciari), Zucchero, Maurizio Vandelli e Dodi Battaglia (mi aspettavo altri 20 nomi) eseguono "Spiove il Sole": la figlia d'Arte ma senza Arte si fa sponsorizzare dal papà e da qualche nome sconosciuto per conquistare qualche punticino che avrebbe stentato ad arrivare con la piattezza e la bruttezza di questa canzone. E poi mi domando avevamo bisogno del DOWN DOWN DOWN ripetuto continuamente da quei 3 lì dietro? Il mio voto è un 3 di generosità.
Barba puzzolente, Toupet e Matusalemme ci fanno un omaggione ossia Pensiero, Ho in mente te, Dancing in The Street, Lady Marmalade, Baila. Questa roba da Sala Revival è una vera trashata che potevano risparmiarci. Prima scorrettezza: perchè la signorina Fornaciari si può esibire due volte mentre gli altri sono stati cacciati via a fine esibizione? e mica si limita a stare lì buona nel suo cantuccio in ombra ma canta da sola ben due pezzi.
Finita questa oscenità il popolo delle piccionaie rumoreggia in modo abbastanza raffinato perchè non sente bene l'audio: fischi, urla, gesticolare convulso. La telecamera si sposta inclemente verso l'alto mostrandoci già le prime cravatte allentate e bottoni dei pantaloni sganciati. L'eleganza è di casa.
Il modello di questa sera è Thiago, anche lui ricciuto. Forse sarà la moda di quest'anno.
Chiara Canzian e Roberto Vecchioni eseguono "Prova a dire il Mio Nome": la terza figlia dei Pooh calca il palco dell'Ariston dopo Daniele Battaglia e Francesco Fachinetti. Poteva farne a meno vista la voce armoniosa come unghie sulla lavagna. Mi genufletto all'ingresso di Vecchioni che con la sua voce rustica mi riporta in salvo le orecchie per poi lasciarmele di nuovo in balia del gracchiare assordante di questa campana. Il mio voto è 1.
Questo Sanremo è molto omosex nonostante i proclami cattolici del Povia: infatti ecco un bel bacio tra Paolo e Luca. Bella gag!
Iskra e Lucio Dalla "Quasi Amore": io non so chi sia ma mi colpiscono le sopracciglia alla Elio e il trucco da battona stagionata. Lucio Dalla poi con il parrucchino biondo platino completa egregiamente l'opera. Uno a furia di perdersi nella contemplazione di questi due strani esemplari perde totalmente l'ascolto della canzone ma trova il tempo per commentare con una sola parola: SCHIFO. Il mio voto è 3.
L'ospite di punta di questa sera è Kevin Spacey che fa il suo ingresso intonando Fly Me To The Moon. Ormai tutti si sentono in dovere di cantare...ma perchè? Trovo queste interviste parecchio noiose. Perchè Bonolis si ostina con l'ospite straniero e non invita uno dei milioni di bravi attori italiani che costerebbero di meno e farebbero battute che tutti noi potremmo apprezzare in tempo reale? Sai che ridere sentire la battuta riportata da un traduttore che si perde mezza frase per strada...
Pure Bonolis decide di prendere un microfono in mano e cantare in inglese maccheronico la strabusata Imagine. Spacey ha quell'espressione tipica di uno che si sta chiedendo Ma Perchè Ca@@o s'è messo a cantà?? voleva rovinarmi la trenetta al pesto?
Dio santissimo stasera stanno tentando di strapparmi via a colpi d'ascia il senso dell'udito. Piantatela di cantare per favore.
E' il momento di Sanremo Web qualsiasi cosa esso sia. Ora si spiega a chi diavolo appartenessero quelle strane facce sconosciute sedute ai lati delle scalinata centrale. Il vincitore tra tutti questi sfigati è una certa Ania con Buongiorno Gente che avrà la possibilità di esibirsi nella serata di Sabato allungando così la tortura della Finale di altri 3 minuti. Diciamo grazie ad Ania.
Simona Molinari e Ornella Vanoni eseguono "Egocentrica": la Vanoni ormai è mummificata, non riesce a sorridere e forse è meglio così se non vogliamo vedere in diretta com'è fatto un cranio privo di pelle. E' tutto un tripudio di sassofoni, imprecisioni vocali, canto io no canto io. A me non è piaciuta. Il mio voto è 5.
Arisa e Lelio Luttazzi eseguono "Sincerità": ma lei è vera? no perchè è veramente stranissima partendo dall'aspetto da bambola di cera sino ad arrivare alla voce insolita e piacevolissima. Questo donnino in smoking, montatura nera e testa a scodella mi ha colpito un casino. Io le do 9.
Siamo ai ripescaggi.
Incredibile ma vero..a casa sono più beceri che in sala visto che si salvano Albano e Sal Da Vinci. Sarà possibile?? L'Italia è seriamente malata

martedì 17 febbraio 2009

1 Sanremo. Prima Serata

Inizia la tanto chiacchierata kermesse Festivaliera che viene preceduta dalla minaccia del Gran Direttore di Rete Del Noce che se gli ascolti non saranno esaltanti questo sarà l'ultimo anno che la Rai trasmetterà una delle poche certezze che sono rimaste all'italiano medio. Per evitare che ciò avvenga la Macchina Da Soldi Bonolis organizza un Menu ricco (?) e sorprendente..tipo la presenza di Mina, la toccata di palle di Benigni e la totale assenza (o quasi)di vallette.
Si parte.
Bonolis in smoking e con affianco una bambina bionda nomata Beatrice siede sul palco in assenza di luci spiegandole l'ABC della Musica. Dà poi il via alle Danze presentando Mina.
Naturalmente è una registrazione che funge da sigla (sinceramente preferivo la Baudesca Perchè Sanremo è Sanremo)..qualcuno aveva veramente creduto che sarebbe stata fisicamente presente? Ci regala la sua versione di Nessun Dorma di Giacomo Puccini. Ecco come meritarsi la carica di senatrice a vita. Ah Ah.
Dopo di che la bambina Beatrice dalla faccia da triglia siede al pianoforte ripetendo le prime note dell'Aria, poi seguita dall'orchestra e dall'illuminazione di tutto il teatro. Tristi i Fuochi Artificiali su Sanremo, la totale assenza di Fiori, l'aria asettico tecnologica del palco così come il suo aspetto da studio televisivo dove tutti sono appiccicati gomito a gomito compresi due gruppi di persone a me sconosciuti. Gaetano Castelli hai toppato.
La presentazione di Bonolis è asciutta e estremamente rapida visto che presenta subito la prima cantante in gara.
DOLCENERA "IL MIO AMORE UNICO": abbandonato l'aspetto da Lword, si lascia attrarre da un viola azzardato e da un mascara che le fa arrivare le ciglia sino alle prime file della platea. Testo banalissimo, ritmo incalzante e cadenzato, ritornello che potrebbe essere vincente in quanto facile e immediato. Performance tutto sommato convincente. Il mio voto è 7
Per la prima volta i 300 giurati pescati da tutta Italia sono presenti in teatro e mi chiedo perchè. Forse per rendere più facile agli scagnozzi delle Case Discografiche avvicinarli e allungargli un mille euro per supportare il proprio cantante in gara.
Secondo cantante.
FAUSTO LEALI "UNA PICCOLA PARTE DI TE": ecco un uomo fuori dal mercato discografico da tempi immemorabili. Vestito in completo nero canta qualcosa che mancava dai tempi di Cutugno, ossia il rapporto tra genitori e figli. Classica canzone sanremese orecchiabile (merito non trascurabile del grande Franco Fasano) dal testo facile, in rima baciata. Mi sembra una canzone onesta che merita un 7
Ecco l'ingresso di Luca Laurenti amico di vecchia data di Bonolis riesumato da qualche magazzino Lavazza o dai vecchi studi di Buona Domenica. Ci regala un pezzo da Frank Sinatra con la sua voce che diventa gradevole unicamente quando canta. Direi finalmente un po' di vita visto che mi sembrava di assistere alle veglie funebri della Manifestazione Stessa. Solita gag tra Laurenti che fa lo scemotto e Bonolis che fa il Totò intellettuale guardando con finto disprezzo lo scemo del villaggio.
TRICARICO "IL BOSCO DELLE FRAGOLE": come l'anno passato il pazzo per eccellenza ci offre un testo folle come lui ricco di ISSIMO (SOLO SOLISSIMO, CANE CANISSIMO). Sigh! Forse quest'anno il mio orecchio vuole essere accarezzato piuttosto che schiaffeggiato, perciò non posso che affermare che questa canzone è una strunzata pazzesca. La genialità non passa sempre dalla pazzia. Il mio voto è 4
Viene presentata Alessia Piovan. Ma chi è? confesso la mia ignoranza cospargendomi il capo di cenere. Pare sia un'attrice avendo avuto un precedente nel film "La ragazza del lago" in cui declamava una sola frase e interpretava una morta. Evidentemente la Rai ha veramente stretto i cordoni delle borse. Uno stoccafisso ha più espressività di lei. Cerca di presentare il brano successivo impappinandosi più volte. Disgrazia.
MARCO CARTA "LA FORZA MIA": ecco il campioncino uscente di Amici 2008 vestito in un improbabile smoking argentato. Il testo è del moroso della Pausini Paolo Carta. Devo dire che non si fa fatica ad abbinare un testo così piatto alle canzoni della Laura nazionale. Ci sono numerosi plagi (schitarrata simile a un pezzo di Ramazzotti "Più bella cosa", per non parlare del gancio in mezzo al cielo di Baglioni). Orecchiabile ma non mi convince. Il mio voto è 6
PATTI PRAVO "E IO VERRò UN GIORNO Là": la Bambola ormai rinsecchita è più simile ad un Elfo che ad un essere umano. La canzone mi sembra troppo elegante, troppo raffinata per poter riscuotere successo su un palco dove si stanno vendendo come il pane pezzi estremamente immediati. La Pravo stona parecchie volte e un'inquadratura biricchina mostra qualcosa che non avrei mai voluto vedere..il monitor con il testo che scorre tipo karaoke. Va bene che la tipa è ottuagenaria ma ricordarsi la propria canzone non credo che sia complicato visto che son 3 mesi che sai che devi partecipare al Festival. Spero che l'abbiano fatto solo per lei. Il mio voto è 5
MARCO MASINI "L'ITALIA": canzone denuncia sul Bel Paese, a suo modo coraggiosa in tempi in cui si è tornati alle grandi forbici della Censura. Il testo è parecchio attuale e non ci fa mancare nè il "merda" nè il "ci hai rotto i coglioni". Non mi ha convinto la musica, un po' molle per un testo che voleva spaccare il culo a tutto e tutti. Non so, sono abbastanza delusa. Il mio voto è 6,5
Dalle scale scende un modello, uno dei 5 che si avvicenderanno nelle prossime serate. Penso si chiami Paul Sculfor e quello che mi suscita è una domanda "ma quanti secoli ha? almeno una quarantina!"..alla faccia del modello. Sicuramente si presenta più mobile e vivo del vaso di Fiori di prima, intendo la Piovan.
FRANCESCO RENGA "UOMO SENZA ETà": voce sempre bella ma canzone difficile, difficilissima. Chi si aspettava l'immediatezza dei suoi precedenti successi rimarrà deluso. Assomiglia molto ad una opera lirica più che a un pezzo pop. Penso che abbia fatto una scelta incomprensibile che non gli frutterà niente di buono. Il mio voto è 4
E'il momento di Roberto Benigni. Fa lo scemo sulle scale, gigioneggia sul palco, insomma ci siamo capiti fa Benigni. Nel suo monologo ne ha per tutti, Berlusconi in primis. Bella la battuta su Berlusconacci, il vero vincitore delle elezioni in Sardegna. Se l'avete perso vi consiglio di cercare su You tube perchè merita davvero!! I miei complimenti più sinceri sul tema dell'Omosessualità, trattato con delicatezza e rispetto..una vera stoccata per il Povia. Niente strizzata di palle, i tempi sono cambiati e credo in meglio. Quest'uomo è grande.
PUPO-BELLI-YOUSSOU NDOUR "L'OPPORTUNITà": triade insolita per una canzone targata Ghinazzi Mogol che parla di fratellanza tra genti di etnie diverse. Attuale, intensa nella sua semplicità. Forse l'unico pezzo che sinora è stato capace di emozionarmi. Bravi tutti, in particolar modo Paolo Belli. Il mio voto è 8
GEMELLI DIVERSI "VIVI PER UN MIRACOLO": loro mi fanno pena e schifo a prescindere. Per anni, da buoni rapper spaghetti funk, dicevano che erano fuori dalle logiche di Sanremo e poi cosa fai? 10 anni dopo li vedi sul palco a cantare un obbrobrio pieno di luoghi comuni. Perchè? per recuperare il successo perso da anni. Inutili. Danno persino l'idea che non cantino dal vivo. Mi correggo NON STANNO CANTANDO DAL VIVO. Il mio voto è 0
ALBANO "L'AMORE è SEMPRE AMORE": scusate ma io non riesco a giudicare obiettivamente quest'uomo. Ancora non capisco perchè continuino a farlo concorrere al Festival se sono anni che non vende mezzo disco. La sua canzone è non classificabile. Mi astengo da una votazione perchè non esistono voti sotto lo zero.
AFTERHOURS "IL PAESE è REALE": conosco questo gruppo solo di nome e ora so perchè. Stonati e casinisti. Possibile che non ci fosse niente di meglio di questi? persino la Cuccarini sarebbe stata più gradita e gradevole di questo ammasso di capelli sporchi, disarmonici e non sense. Il mio voto è 1
IVA ZANICCHI "TI VOGLIO SENZA AMORE": ecco il primo mezzo scandalo di quest'edizione e se guardiamo chi è coinvolto mi viene da piangere. Un tempo c'era la tetta scoperta di Patsy Kensit ora abbiamo la richiesta di sesso violento da parte di una settantenne. Dio mio. La melodia è noiosa, il testo terrificante. Il mio voto è 3
NICKI NICOLAI-STEFANO DI BATTISTA "PIù SOLE": nonostante non ne possa proprio più di questa serata non posso tralasciare questi due esemplari che vengono solitamente classificati come esempio di musica raffinata e per palati fini. Talmente fini che non esistono. Nel pezzo c'è la collaborazione di Jovanotti ed effettivamente l'arrangiamento ricorda moltissimo il suo repertorio. Il mio voto è un 6 politico.
POVIA "LUCA ERA GAY": ecco il vero scandalo di questa edizione. Accolto da molti fischi e ben pochi applausi. Il testo è agghiacciante. Come si può ipotizzare che uno sia gay come risposta ad una situazione familiare difficile? spero che qualcuno gli tiri addosso un uovo marcio. Il peggio è che ha usato una melodia furba in modo da attrarre quei 4 fessi che lo voteranno. Se ne va via prima della fine della canzone lasciando un cartello che dice IN FONDO NESSUNO SA COM'è FATTO UN ALTRO. Che vorrà dire? chiederlo a Povia è impossibile vista la sua vigliacca uscita di scena. Temeva forse una selva di fischi. Grillini tra il pubblico è costernato. Il mio voto è 100 SOTTO ZERO.
L'onorevole Grillini fa un intervento molto educato e rispettoso. Subito dopo un oceano di fischi all'indirizzo non si sa bene di chi. Spero non verso Grillini, spero non verso la difesa dei diritti umani che appartengono a tutti aldilà del proprio orientamento sessuale. Se i fischi erano contro l'omosessualità non c'è molto da dire se non che viviamo in un brutto mondo, in un paese che sta diventando peggio dell'Afghanistan.
SAL DA VINCI "NON RIESCO A FARTI INNAMORARE": nome poco noto ai non partenopei. Il pezzo è opera in parte di D'Alessio e ha la classica impronta Napoletana sofferta. Il mio voto è 5.
ALEXIA- MARIO LAVEZZI "BIANCANEVE": coppia inedita. Inguardabile Alexia biondo platino. La canzone ha molta verve ed energia. Tutto sommato mi sento di regalarle un 6,5
All'Una passata finalmente Bonolis si decide ad aprire la busta che contiene i nomi degli eliminati.
Iva Zanicchi, Afterhours, Tricarico. Abbastanza scontati così come il salvataggio del signor Povia.
Penso che dovesse essere il pubblico da casa a decidere e non un campione di 300 persone pescate a caso e presenti in platea.
Tirando le somme, Festival bruttino e anonimo.


 

La finestra sul cortile Copyright © 2011 - |- Template created by O Pregador - |- Powered by Blogger Templates