lunedì 20 aprile 2009

0 Recensione Ultimatum alla Terra



Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Drammatico, Fantascienza
Durata: 103'
Regia: Scott Derrickson
Cast: Keanu Reeves, Jennifer Connelly, Kathy Bates
Trama: il film si apre in India nel 1928, qui vediamo un uomo (Keanu Reeves) che viene attirato verso una strana sfera aliena che riesce a impossessarsi della sua mappa genetica. Si passa ai giorni nostri dove una scienziata specializzata in astrobiologia viene convocata dal governo degli Stati Uniti in un luogo segreto per tentare di salvare la terra da un'imminente invasione aliena. Una gran luce avvolge l'alieno e il suo imponente guardiano sbarcati in quel di New York (fantasia a 1000). Qui un soldato spara alla forma gelatinosa che sembra inizialmente avere intenzioni benevole. Viene portato d'urgenza in sala operatoria per tentare di salvargli la vita per interrogarlo (buon cuore americano). Si scopre che la massa gelatinosa è solo un guscio che contiene un essere dalle fattezze umane e più precisamente identico a Keanu Reeves. Perchè questo aspetto? per non spaventare gli uomini che sarebbero morti di paura a vedere la sua vera forma. In modo molto chiaro e senza mezzi termini spiega che porta un messaggio al genere umano: o la smettono di violentare la Terra o sarà costretto a far fuori tutti. Il suo obiettivo infatti è quello di salvaguardare il nostro pianeta dallo stesso genere umano colpevole di secolari nefandezze ai danni della flora e della fauna.
Commento molto personale: il film non mi è piaciuto, era debole sotto tutti i punti di vista. A originalità stiamo proprio a zero, inoltre mi è sembrato davvero poco credibile che nessuno si stupisse minimamente di un'invasione aliena e che questa fosse quasi preventivata e ovvia. I personaggi principali non hanno una gran presa a livello emotivo, non comunicano. Keanu Reeves non assomiglia per niente ad un alieno, ha sempre questa espressione piatta che non crea phatos nè empatia con lo spettatore. Il ragazzino che veste i panni del figliastro della scienziata è onestamente insopportabile e ho avuto una voglia pazzesca di tirargli due schiaffi per tutto il film. La pellicola è noiosa e prevedibile.
Voto 5.

martedì 14 aprile 2009

0 Dylan Dog 139. Hook l'implacabile


N. 139-Aprile 1998
Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Maurizio di Vincenzo
Trama: Dylan Dog riesce finalmente a liberarsi di Hook, un assassino con un uncino al posto del braccio. Quest'ultimo infatti muore in un incidente stradale mentre tenta di uccidere il suo acerrimo nemico Dylan in quel momento casualmente al volante del suo celeberrimo maggiolino. La macchina di Dylan però ha il motore praticamente a pezzi e lo vede costretto a lasciare la sua fedele compagna di 1000 avventure in un'officina nei pressi. Qui lavora alle dipendenze del vecchio Pop un ragazzo ungherese, muto, ma mago dei motori in quanto ha ereditato dal nonno la capacità di rianimare le macchine, anche quelle pronte per lo sfasciacarrozze. Lui ha il "dono".
Sua sorella, con la quale si è trasferito a Londra, è una brava ragazza che per sopravvivere è stata costretta a prostituirsi. E' una vita che ormai l'ha stancata e cerca di sottrarsene finendo però per essere quasi ammazzata di botte dai suoi protettori.
Dylan chiaramente se ne innamora e allo stesso tempo fa amicizia con il Andrez, il mago dei motori. Quest'ultimo, avendo capito in che tipo di situazione si trova la sorella decide di vendicarsi uccidendo piano piano tutti i suoi clienti, appartenenti al bel mondo della capitale inglese. Li elimina utilizzando una macchina costruita da lui stesso unendo pezzi di automobili diverse e soprattutto utilizzando un frammento della macchina in cui è morto Hook. Un frammento vivo, animato dall'anima malvagia dell'assassino che in questo modo riesce in qualche modo a ritornare ad una sorta di non vita per vendicarsi in ultima istanza di Dylan Dog.
Commento: i disegni sono splendidi e rappresentano il battesimo sulle pagine di Dylan Dog di Di Vincenzo, il soggetto invece non mi ha colpito più di tanto. In realtà la storia parla solo marginalmente di Hook e perciò non capisco perchè intitolare l'albo con il suo nome. Ci sono temi importanti nella vicenda, soprattutto la piaga della prostituzione e a volte l'impossibilità per le donne di sfuggirne. Forse è un argomento un po' banale ma in fondo uno degli obiettivi delle storie di Dylan è sempre stato quello di sensibilizzare il pubblico dei lettori su temi scottanti della nostra attualità. Devo dire che nell'albo non mancano i topos di Dylan Dog: come per esempio le ballate in rima baciata e la presenza sorniona della Morte (in questo caso un vecchietto con occhiali patito di the e seccato da una mosca). Strana la quasi totale assenza di Groucho...E' un albo sicuramente serioso e con nessuno spazio per l'ironia.
Voto: 6

lunedì 13 aprile 2009

0 Recensione Drillbit Taylor



Una classica commediola all'americana per uno dei miei attori preferiti, il magico Owen Wilson. Nella qui presente pellicola interpreta un disertore, scappato ai suoi doveri verso la patria per sfuggire alla violenza tipica di qualsiasi guerra e di buona parte dei soldati di ogni angolo del mondo. Lui è un buono, uno che ha imparato a vivere per strada procurandosi monetine da utilizzare poi per tentare il colpaccio al gratta e vinci. Si lava nelle docce situate a ridosso della spiaggia, mangia gli avanzi lasciati da avventori di qualche bar o fast food e vive alla giornata.

Un giorno però si sveglia con il ghiribizzo di partire per il Canada..piccolo problema: gli servono 387 dollari (mi pare) per il biglietto di sola andata e per un cappotto pesante. L'occasione gli viene offerta da 3 adolescenti del posto, 3 classici NERD presi di mira dai due bulli della scuola il primo giorno del loro ingresso alle scuole superiori. I tre capiscono di aver bisogno di una guardia del corpo e mettono un annuncio sul web a cui risponde il nostro Drillbit. Naturalmente nasconde la sua vera identità e si fa passare per un vero ex soldato, esperto in tecniche di difesa e pronto a mettere tutti e tre sotto la sua ala protettrice. Peccato che in realtà abbia solo intenzione di mungere le tre piccole e sfigate mucche.

Dopo varie vicissitudini, trovate e gag Drillbit (soprannome che significa Punta di Trapano, per essersi ferito ad un dito con quest'ultimo) che in realtà si chiama Bob capisce che i tre ragazzini per lui sono diventati i suoi veri amici e che è ora di girare le carte e rimediare ad un paio di disastri.

Il film è leggero leggero come solo un prodotto home video può essere, buono per un pomeriggio senza pensieri e per sorridere ogni tanto. Se cercate le risate non le troverete...è una pellicola per ragazzini ini ini perciò scordatevi le classiche gag anche un po' volgarotte tipiche di Wilson (con o senza Ben Stiller). Rivolto soprattutto ai 12enni può andar bene anche per un pubblico di famiglie.

Carino. Voto 6

domenica 12 aprile 2009

0 Notte Stellata di Van Gogh

Ecco il quadro che vorrei nella mia camera da letto...mi suggerisce notti piene di sogni strani, sogni invernali sotto piumone e lenzuola blu

0 Recensione The Strangers


In un lento e tedioso pomeriggio di Pasqua decido di vedere il qui presente film. Pellicola recente, datata 2008 e collocabile nel genere strabusato ma sempre intrigante del thriller corredato da un pizzico di splatter e da un buon chilo e mezzo di luoghi comuni.
Il cast non è sfolgorante, diciamo che io conoscevo solo Liv Tyler, l'elfo dei nostri giorni, un elfo dall'eterna espressione terrorizzata, impressionabile e un po' piatta. Il suo partner (dalla presenza scenica pari a quella di un pesce in un acquario) è un tale Scott Speedman, il classico biondazzo dall'occhio ceruleo tanto caro alla decennale tradizione americana.
La trama è difficile da spiegare soprattutto perchè dopo mezzora di film ancora non avevo capito niente e non perchè il numero dei miei neuroni corrisponda ad una cifra inferiore al 10 ma perchè detto francamente non si capisce na mazza.
C'è una coppia giovane ben vestita, diciamo che sembra appena uscita dal ricevimento di nozze di Rubicondi e Ivana Trump. Questa coppia entra in una bella casa tutta in legno con un bel camino e con alcune sorpresine come petali di rosa nella vasca e bottiglia di champagne in ghiaccio. Sembrerebbe che i due si siano appena sposati ma in realtà sono già nella fase di indifferenza totale che si sviluppa intorno al settimo anno di matrimonio. Lui è talmente insofferente che chiama il suo migliore amico per chiedergli di andarlo a prendere che non ne può più le palle di stare con la tipa tra i piedi. Però ogni tanto si baciano e si dicono ti amo.
Fatto sta che lui decide dopo un bel cucchiaio di gelato anti depressione secondo il decalogo dell'americano medio di farsi un bel giro in macchina verso l'una di notte lasciando la moglie, la compagna o la fidanzata a girarsi i pollici in mezzo al grande nulla della provincia americana...questo nonostante ci sia già stata un'avvisaglia di svitati nella zona.
Lui esce, lei inizia ad essere perseguitata da una tipa che continua a bussare alla porta, alle finestre indossando una simpatica maschera da horror di stampo coreano.
Unica difesa un coltello, unico separè tra lei e i maniaci (dopo un po' si scopre che sono ben 3) una porta resistente quanto la parete posticcia di una scenografia di cinecittà. Finalmente torna il pirlotto e scopre di avere un fucile da qualche parte....in 90 minuti di film scopriamo anche che non lo sa usare, avrebbe potuto dotarsi di uno scovolino da bagno il risultato sarebbe stato il medesimo.
Devo dire che l'angoscia alle volte va a 3000, ma per tutto il film si ha voglia di dare una botta in testa all'uomo perchè compie delle azioni puramente illogiche che ti lasciano un nervoso tale da voler togliere il dvd dal lettore per scaraventarlo oltre la finestra aperta più vicina.
Il film è strano, non si capisce la cornice, non si capisce l'antefatto e non si capisce la fine. Io mi sono accontentata di capire ciò che c'era in mezzo e mi sa che devo ritenermi fortunata.
Se cercate il luogo comune del thriller questo film è per voi, se cercate l'aspetto psicologico statene alla larga perchè i personaggi sono stereotipati all'inverosimile, i dialoghi sono scritti da un uomo con poche idee e con un vocabolario di 500 parole.
Il silenzio è quasi totale tanto da ricordare il classico horror di matrice orientale, anche le maschere dei killer e le loro sparizioni e apparizioni improvvise ricordano molto le produzioni asiatiche.
Il mio voto è 5 per i contenuti e 6 per l'angoscia...un paio di salti sulla sedia li farete.

0 Buona Pasqua a Tutti!! evviva finalmente apro l'uovo!S.o.S FAME


martedì 7 aprile 2009

0 La Fortuna di questi tempi..


Di questi tempi la fortuna è..
Avere un tetto sopra la testa e un pavimento sotto ai piedi...
Stare in camera mia a scrivere su un portatile non andato in mille pezzi insieme a tutto ciò che sei sempre stato abituato a vedere all'interno di casa tua, come se si trattasse della cosa più banale di questo mondo, un'ovvietà che ora migliaia di persone rimpiangono perchè sanno che non rivedranno più le loro 4 mura fatte di quotidianità, risate, silenzi e noia....
Vivere in una regione che non rischia di essere rasa al suolo da un'improvvisa scossa i terremoto...mica tanto improvvisa a sentire le ultime notizie che si rincorrono incessantemente da più di 24 ore...c'era chi sapeva e ha fatto finta di niente, facendo spallucce e definendo come una dannata Cassandra portarogne uno che aveva previsto tutto con largo anticipo...l'uomo comune non sapeva, l'uomo comune dormiva i suoi sonni ignaro di essere seduto al centro esatto di una mina accesa..
Dormire nel mio letto eternamente disfatto ma mio e non in una tenda, nel sedile della mia Opel o in un' anonima e asettica camera d'albergo a 100 e più km da casa..casa? quale casa? forse mucchi di macerie con sotto carne morta che grida vendetta...carne morta che sino a 48 ore fa erano uomini, donne, bambini, cani, gatti...esseri viventi che respiravano e non nomi in una lista che continua ad allungarsi..
La fortuna è guardare con orrore il giornalista che fa il figo andando a rompere le balle ad un padre che ha perso la figlia o i riflettori che vanno a infastidire nel pieno di una notte che sembra non finire mai una delle tante famiglie ammassate dentro una Panda rossa scalcinata, gente che ha una dignità che i mass media tendono ad ignorare inquadrando la donna in lacrime con la pinza in testa e le ciabatte ai piedi, l'uomo con gli occhi rossi di pianto e la barba ispida o l'anziano che si trascina stancamente con la rassegnazione in volto.
Fortuna forse è anche scrivere banalità in un pomeriggio di aprile nella sicurezza della propria stanza..
Silenzio ora
 

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