
In un fresco venerdì sera di metà marzo, con quel leggero brontolio nello stomaco che ti spinge verso locali zozzoni che soddisfino la tua troglodita fame, io e la mia fedele socia decidiamo di varcare la soglia del Little Star di via Lai. Con un nome così ci si aspetterebbe una pizzeria ma abracadabra eccoci nel mondo di Alì Babà e i 40 ladroni (visti i prezzi) o nel peggior bar di Tunisi (vista la location). Uno stanzone con tavolame sparso coperto da tovaglie da pic nic e famigliola musulmana con prole urlante: il massimo per un islamico con baffo e sigaretta, il minimo per un cattolico con la puzza sotto il naso. Il proprietario non...