domenica 17 maggio 2009

0 La "strana" clientela dei ristoranti cinesi

La mia esperienza con il ristorante cinese è praticamente ventennale in quanto fortunatamente sono nata e cresciuta in una famiglia molto aperta a livello di gastronomia etnica. Per intenderci non viviamo come un sacrilegio mangiare qualcosa di diverso dallo spaghetto al pomodoro. Proprio per questo ogni volta che vado a cenare nel mio ristorante cinese di fiducia rimango allibita dalle scene che si dipanano davanti ai miei occhi. Proprio ieri sera poi è stata una roba spettacolare, una cosa che è valsa anche l'acidità di stomaco del day after.
Ho potuto notare che le coppie che vanno al ristorante cinese sono solitamente così composte:
- La coppia adolescente. Lui con il cappellino, la scarpa da tennis e già seduto prima che la sua tipa abbia anche solo attraversato la metà del tragitto che conduce al tavolino. Lei vestita come se andasse in discoteca, con il tacco alto, il capello piastrato e un collare al collo con l'anellino per inserirci il guinzaglio che il suo lui si è agganciato (giusto per il tempo della cena) alla catena dei jeans a vita bassa. Solitamente ordinano, per risparmiare, una bottiglia d'acqua per lui e la coca cola per lei. Può capitare di vedere tavoli da 4 con i maschi da una parte e le donne dall'altra in modo da far socializzare le femmine mentre i due gonzi parlano di playstation.
- La coppia trentenne. Lei non ha più il guinzaglio in quanto si è emancipata nel corso degli anni, infatti ora è lui che assume il ruolo passivo remissivo della coppia. Lei non è più attenta al look, veste semplice, diciamo lo stile casalingo privo di ciabatta. Solitamente ha anche gli occhiali perchè le lenti a contatto le ha usate solo all'inizio della storia quando lui pesava 20 chili in meno e rientrava ancora nella categoria scop@@ile. Lui è ancora innamorato e ogni tanto le scatta una foto o con il cellulare o con la fotocamere digitale senza curarsi di riprendere anche i poveri avventori del tavolo più in là con il mento sporco di salsa agrodolce e il bottone slacciato. Scelgono il ristorante cinese per abitudine e risparmio.
- La famiglia numerosa. Di norma sono 6 o 7, con bambini urlanti al seguito. Il campione da me esaminato ieri era così composto: padre tra i 30/40 con cappellino, occhiale da vista con montatura pesante, canottiera con arieggiamento di ascella, bermuda e infradito. Madre sui 20 anni, bionda e sottomessa. Due parenti non ben identificati che continuavano a minacciare di riportare a casa, menare, frustare uno dei due bambini presenti nel tavolo. Il motivo? perchè il poveraccio che avrà avuto 3 anni al massimo non voleva stare per 2 ore seduto in ginocchio sulla sedia. Ma si può chiedere ad un essere umano di stare in ginocchio sui ceci in equilibrio precario su una sedia?!! Ok, giunge il momento delle ordinazioni. Mi sembra scontato dire che era più che evidente che non avevano mai messo piede in un ristorante diverso dalla Tavola Calda di Efisio e Bonaria perchè hanno fatto uscire di testa la cameriera cinese che è venuta a prendere le loro ordinazioni. Per i bambini hanno preso qualcosa di sano: patatine fritte e coca cola. Per loro...dunque vediamo...volevano il vitello ma senza cipolla, senza soia, senza bambù, senza niente a parte il vitello. Lo stesso vale per qualsiasi cosa che si avvicinasse anche solo lontanamente a un sapore cinese. Dico io VAI ALTROVE NO?? Alla fine arriva il classico menu di chi conosce il ristorante cinese solo per sentito dire: un vassoio da 12 di nuvole di drago, alghe fritte, e via dicendo. Ma la sopresa arriva ai primi quando vedo arrivare la cameriere con 5 vassoi di spaghetti. Ragazzi io non so se avete mai visto le porzioni dei cinesi...minimo ognuna basta per 2 e avanza pure. Quelli erano in 4 e in carenza da carboidrato. Non so com'è andata a finire ma sarei stata sinceramente curiosa di vedere come stramazzavano sui tavoli arrivati al dolce.
- La compagnia Lesbo Uoma. Diciamo che questa categoria è più orientata verso l'asporto ma diciamo che a volte non disdegna un'uscita allo scoperto. Non sono mai coppie ma sempre compagnie. Non c'è mai il tipo vagamente femminile ma sempre la Uoma vestita di tutto punto, con il fondo dei jeans che le arriva alle caviglie, la cintina di colori assurdi, la canotta, la pancetta laterale, il capello corto e l'atteggiamento del maschietto che fa il galletto della serata. Categoria discreta nell'atteggiamento un po' meno nel vestiario e nell'estetica. Sono più propense alla varietà nella scelta del menu.

sabato 16 maggio 2009

0 Recensione The Orphanage


Titolo originale: El Orfanato
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Horror
Durata: 100'
Regia: Juan Antonio Bayona
Trama: Laura e suo marito decidono di riaprire l'edificio che anni prima ospitava un orfanotrofio in cui era cresciuta la stessa Laura, un orfanotrofio specializzato nell'assistenza a bambini che soffrivano di svariate patologie.
I due scelgono di aprire una casa famiglia anch'essa finalizzata alla cura di bambini disabili. Con loro vive Simòn, il loro figlio adottivo malato di HIV e attorniato dai classici amici immaginari. Un giorno però entra in contatto con Thomàs, uno dei bambini ospiti dell'ex orfanotrofio che era morto durante un crudele gioco organizzato dai suoi compagni di sventura, da sempre ostili nei suoi confronti a causa dell'aspetto deforme che lo costringeva ad indossare una strana maschera per nascondere le deturpazioni del volto. Il fantasma, insieme agli altri bambini, anch'essi morti in circostanze che vengono chiarite durante il procedere della storia, infesta la casa dove risiedono i tre esseri umani ancora in vita. Per questo motivo stabilisce un rapporto basato su un gioco chiamato la caccia al tesoro con il piccolo Simòn che ben presto scompare per raggiungere il misterioso luogo in cui viveva Thomàs. Laura inizia a capire che nell'edificio stanno accadendo strane cose e che soprattutto la polizia non le può essere d'aiuto in alcun modo, perciò decide di ricreare l'atmosfera della sua infanzia per rientrare in contatto con i suoi ex amichetti e cercare di ritrovare suo figlio. La sua personale caccia al tesoro si concluderà con un finale sorprendente.
Commento: devo dire che era tempo che aspettavo una pellicola horror che mettesse sul tavolo sana angoscia, profondità e spessore nella trama, un buon cast, un'ottima fotografia e un finale da maestro. Ho notato che nel corso degli anni si era un po' persa la voglia da parte della cinematografia horrorifica di creare qualcosa che mettesse in scena meno sangue, meno effetti speciali, più tensione emotiva e dosi massicce di psicologia oltre che una buona dose di intelligenza per tentare di capire il filo del film, il finale e alcuni particolari importanti all'interno della pellicola stessa. Non conosco i destini del film, ossia il successo al botteghino e la permanenza all'interno delle sale cinematografiche però devo ammettere che chi si perde o si è perduto questo piccolo gioiello dovrebbe immediatamente correre ai ripari perchè non godersi questi 100 minuti corrisponde ad un vero delitto. Io lo consiglio fortemente, agli appassionati del genere ricorderà per alcuni aspetti The Others, che non a caso è opera di un regista spagnolo. Complimenti alla Spagna e fischi all'Italia, incapace di creare film che si allontanino dal tedioso seminato delle crisi di coppia, saghe familiari, biografie di vecchi e vanzinate.
Voto: 9

venerdì 15 maggio 2009

0 Libertà e Nuvole...ultime ore da assaporare lentamente come un buon vino rosso


domenica 10 maggio 2009

0 Cagliari Roma 2-2



Solitamente evito di scrivere di calcio nel mio blog per svariati motivi:

- Tendo a tenere per me gioie e delusioni della mia squadra del cuore

- Credo che l'italia sia già strapiena di calciofili ed espertoni sportivi

Questa domenica però mi sento di spendere due parole perchè se non lo faccio potrei schiattare da un momento all'altro. Seguo ogni benedetta domenica le partite del Cagliari sul digitale terrestre, ogni 2 su 3 mi becco il segnale assente di Dalhia (l'ennesima brutta imitazione di Sky), le telecamere che a malapena inquadrano (per modo di dire) il campo di calcio (distinguere il numero della maglia dei giocatori è onestamente chiedere troppo)...soffro per i commenti (anti)sportivi dei vari commentatori salvati dalla criogenesi, vedi Pizzul (porta rogna che sia tenuto per contratto a commentare i mondiali o una partitella tra scapoli e ammogliati).

Insomma decisamente soffro

Questa stagione però, dopo 5 brucianti sconfitte iniziali, stavamo prendendo il volo verso mete sino a poco tempo fa insperate. Ora sono due domeniche che sembra che gli 11 rossoblu abbiano deciso di ritornare nei ranghi e stare nel solito limbo del "vorrei e potrei ma meglio di no, meglio qualcun'altro". Atteggiamento disfattista che ci ha valso la scorsa pestata col palermo (5 sventole da una squadra che merita ancor meno di noi un posto in Uefa visto il campionato oltre modo altalenante..tanto è vero che oggi ha perso contro il Siena, una squadra che non ha da chiedere più niente in campionato) e oggi il pareggio rocambolesco per non dire vergognoso della Roma proprio quando eravamo sul 2 a zero, pronti a combattere sino all'ultimo minuto per un posto in Europa.

L'atteggiamento dei giocatori è stato pessimo dal primo all'ultimo minuto, mi sento di salvare unicamente Marchetti, Matri e Acquafresca, mentre prenderei a scarpate in testa tutti gli altri compreso l'allenatore che è più che evidente che non è stato in grado di preparare due partite che valevano un intero campionato. Pensavo che la sconfitta di domenica scorsa gli avesse aperto gli occhi sull'evidente incapacità da parte di Canini di svolgere il suo ruolo in modo perlomeno dignitoso. Sono più i corner che ha regalato che le palle recuperate e rilanciate in modo decente e non da interregionale. Perchè non schierare un Bianco che seppur in scadenza di contratto ha sempre dimostrato qualità tecniche superiori e esperienza in quantità.

Non ho capito il senso dell'ingresso in campo di Mancosu in sostituzione di Cossu (anche lui bocciato e senza appello, ancor di più in occasione del secondo gol della Roma...meglio sopportare i crampi che sperare in un atteggiamento sportivo praticamente sconosciuto in quel di Roma). Avrei preferito, vista la situazione ormai compromessa, che schierasse Ragatzu e tentasse il tutto e per tutto. Incredibilmente poi sceglie Bianco per sostituire un inguardabile Biondini. E che facciamo? ci difendiamo da cosa? tanto ormai a quel che si dice questo pareggio non servirà a niente con tutta probabilità. Almeno a leggere i forum, ascoltare la radio e seguire la televisione.

La prossima partita, ossia Reggina Cagliari, sulla carta si presenta difficile perchè si va a giocare a casa di una squadra che naviga nelle zone basse della classifica e che almeno per la gloria cercherà di dare tutto quello che ha per portare a casa i 3 punti. Il Cagliari non potrà contare su due pedine ultra importanti visto che sia Conti che Cossu sono squalificati. Sinceramente Lazzari non si è dimostrato all'altezza del piccolo sardo, lento, discontinuo, spesso incerto sulle conclusioni e privo di idee arrivati al secondo tempo quando dovrebbe essere il trequartista a tirar fuori dal cilindro le invenzioni che risolvono certe partite. Un secondo regista non l'abbiamo a meno che non si metta in campo il russo Sivakov (il cui ruolo penso sia speculare a quello di Conti) che non ha mai disputato una gara in questo campionato.

Insomma è dura. Non posso dire, da buona tifosa, che non abbia ancora un lumicino di speranza. In fondo la matematica dà ancora ragione al Cagliari visto che mettendo su un piatto della bilancia le prossime 3 partite delle squadre coinvolte nella rincorsa Uefa, si può notare come tutte e 4 (roma, palermo, udinese, cagliari) abbiano un calendario pericoloso. 9 punti in palio e 4 dalla Roma, che ha più volte dimostrato di essere in piena crisi (e il fatto che sia andata sotto di 2 reti sembra confermarlo ampiamente).

In bocca al lupo Cagliari...

venerdì 8 maggio 2009

0 Dylan Dog 144. Belli da Morire


Soggetto e Sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Giovanni Freghieri
Trama: nella clinica Beauty Paradise Centre il dottor Steiner e il suo assistente Jacob Wu operano dei veri miracoli riportando alla giovinezza donne e uomini scontenti del loro aspetto e desiderosi di ritornare alla bellezza di un tempo. Sarebbe fantastico se non fosse che i pazienti manifestano degli effetti collaterali che mutano il loro aspetto e in un modo non esattamente piacevole. Iniziano ad avvenire delle strane morti che coinvolgono i pazienti del Dottor Steiner..quest’ultimo, rendendosi conto che i suoi esperimenti non stanno dando dei buoni risultati decide di interromperli ma incontra la morte per mano di una orrenda creatura deforme. Eva Steiner, vedova del chirurgo, decide di rivolgersi a Dylan in quanto sospetta che nella clinica avvengano strane cose di cui è responsabile soprattutto Wu. Dylan riesce a farsi assumere come inserviente nella clinica e nel mentre e autopsie sui cadaveri mostrano che nel cervello dei cadaveri erano stati conficcati, in punti precisi, 7 aghi di mirabile fattura.
Durante un’ispezione nello studio di Wu, Dylan e Eva vengono sorpresi e portati nella sala operatoria nascosta nei recessi della clinica…qui scopriranno che non serve il bisturi per mettere in pratica la chirurgia estetica..

Commento: piccolo preambolo sui disegni. Trovo che la matita di Freghieri sia un po’ spuntata e priva di personalità. Il viso di Dylan potrebbe appartenere ad un 15enne e non ad uno che va sui 40..ben portati ma 40 cribbio! In generale è come se tutti i personaggi fossero solo abbozzati e non propriamente definiti. Un tipo di disegno un po’ retrò che personalmente non mi piace e che mal si adatta ad un fumetto horror dove anche il minimo particolare deve colpire l’attenzione di chi legge facendogli dire wow.
Passando alla storia, anche qui ahimè non ci siamo proprio. La trama non cattura se non alle primissime battute in quanto in seguito è un lento procedere verso universi di letargia e banalità. Compreso il finale che, immagino, nelle intenzioni di Ruju dovesse provocare un balzo sulla sedia ma che in realtà è quanto mai piatto e prevedibile…come un film dell’orrore anni 30 agli occhi di un cinefilo di 20 anni. Non ci siamo neanche nella caratterizzazione dei personaggi, Dylan è fuori parte, compie azioni stupide e appare come un ritardato mentale piuttosto che come l’astuto e istintivo indagatore dell’incubo. Non ci sono sentimenti forti, il personaggio Johnny Freak di questo numero è una sua brutta controfigura, capace di battute ai limiti del patetico e dell’autocommiserazione.
Unico applauso per Angelo Stano..una copertina da incorniciare!
Voto: 4

giovedì 7 maggio 2009

0 Tornare a studiare...


Sto studiando alacremente da circa 4 giorni e ogni tanto, con la penna tra i denti, mi domando "PERCHè?"..
Può succedere che un romanzo di Matilde Asensi ti cambi il corso della vita facendoti prendere una direzione a cui non avevi mai più pensato? io la vedo come una sorta di seconda chance che mi sto dando per giungere ad un traguardo che anni fa avevo scartato perchè non credevo abbastanza in me stessa.
Archeologia..profumo di roba antica, polvere del deserto, cappellaccio all'indiana jones e poppe alla Lara Croft. Beh certo, in Italia tutto questo è impossibile o almeno altamente improbabile ma siccome sono testarda mi sono impuntata su questa astrusa cosa chiamata SECONDA LAUREA...Il che non sarebbe poi così al limite del paranormale se non fosse accompagnata da un Master di secondo livello.
Ormai mi diverto a racimolare titoli...è diventato un hobby visto che non ne posso fare una professione ..AH AH AH..battuta triste da autofustigazione. Non sono disperata ma direi meglio annoiata, perciò la laurea triennale in Beni Archeologici mi ha attirata come una mosca al miele. Peccato che sia a numero chiuso e presupponga una buona conoscenza base del Latino e del Greco. Il che 10 anni fa sarebbe stata una passeggiata visto che erano le mie materie preferite a scuola...le uniche dove prendevo 9 visto che nelle altre la mia media oscillava pericolosamente tra insufficienze in matematica e scienze e assoluto rifiuto verso le pippe filosofiche. Esiste una materia più inutile di Filosofia?
Fare il Liceo Classico aiuta ma diamine dopo tanti anni è un casino. Apro le grammatiche e mi sento deficiente. Sono ritornata all'alfabeto ma la cosa più tremenda (e solo chi proviene da studi classici mi può capire) è cercare di venire a capo delle regole del maledetto accento. Chi le ha inventate dev'essere parente stretto del creatore del Sudoku..
A parte questo è quasi divertente fare quei simpatici esercizi a difficoltà crescente. Ho sempre pensato che le uniche materie che valesse la pena di imparare fossero quelle che uniscono la teoria alla pratica. Le uniche capaci di rimanerti ancorate al cervello anche a distanza di tempo...Infatti molte cose me le ricordo ma dai e dai secondo me o le cose si prendono dall'inizio o non ne vale la pena.
Su queste due materie poi ho dei ricordi allucinanti e facendo ripetizione a mia cugina mi sono rivista in lei...Tu le chiedi di farti l'analisi logica di una frase e lei ti osserva con lo sguardo vacuo tentando di capire se stai parlando la sua stessa lingua o stai utilizzando parole di un'idioma morto come quell'inutile barba che le tocca seguire 4 ore a settimana mentre disegna cuoricini sulla seconda di copertina. Anche io al ginnasio non capivo nada de nada...ero zero punto zero. Poi mi sono trovata davanti lo spettro di una possibile bocciatura e per evitarla ho dovuto decidermi ad andare a ripetizione dall'insegnante suprema. Mia zia. Ex docente di latino e greco. Simpatica e umana come un calcio nei denti..Dovevo dare l'esame da privatista da lì a 4 mesi ed ero zero. Lei se n'è accorta nel giro di un bah e allora mi ha metaforicamente preso per le orecchie e riportato a zero anche in analisi logica italiana. Tutto dall'inizio con la paura di deluderla e beccarmi uno sguardo di rimprovero o di commiserazione (ramo della famiglia super dotto contro ramo della famiglia nella media).
E' stata dura, tutte la mattine per 2 ore ad ascoltare le spiegazioni e memorizzarle subito...fare esercizi e versioni sempre più complicate che dopo un suo minuzioso esame diventavano delle mappe del tesoro o delle battaglie navali con tutto quel rosso (errori gravi) e quel blu (errori veniali). Non saltava una riga, neanche le più piccole, delle due grammatiche e pretendeva tantissimo. C'era anche il reparto letteratura con tutti quei bei brani da tradurre prima con il vocabolario e poi da sapere all'impronta.
Tanta roba, con il suo gatto siamese che mi squadrava con quei tremendi occhi celesti sperando che facessi una mossa falsa.
Alla fine mi è servito..sono passata dal 4 al 9 e sono rimasta a quei livelli per tutto il liceo e ora se riguardo queste pagine ingiallite mi ricordo benissimo le sensazioni e le difficoltà di un'adolescente che ancora non aveva il cervello allenato ad immagazzinare decine di nozioni e soprattutto a capirle e farle proprie. Con una laurea e un master tutto sembra più facile però ci sono cose che a volte mi fanno sentire un sacco strana..ma penso che sarebbe stato lo stesso se mi fossi messa a prepararmi per la stessa cosa a 20 anni invece che a 30.
Si sente tanto la nostalgia di qualcosa che non c'è più, ti senti indietro rispetto a tutti i tuoi compagni di classe con cui ti scambiavi gli esercizi poco prima del suono della campanella della prima ora. Ti senti come un vecchio con la dentiera che si rimette a mangiare caramelle. Non lo so, penso che tutti ora siano lontani mille miglia dal fare versioni di latino o greco e che io invece sia tornata indietro ma da sola...come tornare a scuola e vedere che chi ti sta intorno non può neanche firmarsi da solo la giustificazione, mentre tu hai la patente da più di 10 anni.
Tutto sommato però non me ne importa più di tanto, ognuno fa un po' quel che gli pare nella vita e sinceramente non volendo lavorare in un call center penso che non ci sia niente di male nel potersi permettere di coronare un sogno nel cassetto.

lunedì 4 maggio 2009

2 La Fiera...ieri e oggi


A Cagliari tra fine aprile e inizio maggio, ormai da ben 61 anni, va in scena il gran carrozzone della Fiera Campionaria...una di quelle tamarrate che ti coinvolgono volente o nolente, che ti fanno sentire un po' più cagliaritano e che ti regalano la possibilità di mettere per la prima volta una maglietta a maniche corte.
Ci vai da bambino, da adolescente isterico e casinista e infine da adulto. Tutto cambia o tutto resta uguale? dipende ci sono cose che anche a distanza di 20 anni e più riescono a smuoverti qualcosa dentro e non a livello intestinale, ma un po' più su, lì in alto sulla sinistra, dietro il reparto ossa toraciche.
Parliamoci chiaro..quando sei piccolo un po' ti trascinano i tuoi che sono assai desiderosi di recarsi al primo stand di utensili da cucina per godere delle meravigliose spiegazioni degli imbonitori...sempre uguali dai lontani tempi del Far West quando li vedevi su una carrozza a cercare di vendere elisir di lunga vita o pozioni contro la perdita di capelli. Sono sempre loro, dalla Casa nella Prateria in poi. I tuoi stufi di sentirti frignare e rompere ti concedevano il giro sulla giostra di cavalli e poi via a casa o al settore arredamento di interni. Una barba assoluta.
Cresci un po' e ti ritrovi con babbo sorella e cugini solo ed esclusivamente allo spazio adibito a Luna Park per fare la tua prima esperienza nel castello stregato..quello con la macchinetta a due posti e l'aspetto curiosamente affascinante. Sapete mi ha sempre colpito la facciata esterna di questa attrazione, il suo essere così medievale ma di un medioevo che in realtà non è mai esistito...troll con l'accetta in mano, folletti con la pupilla allungata da gatto che suonano strani flauti, stregoni dalle lunghe barbe, donne un po' discinte con lunghi canini o con l'aria atterrita. Non so..mi ha sempre fatto paura ma allo stesso tempo mi fa pensare che in realtà non si tratti di pura e semplice finzione. Ci sono salita solo una volta e mai più ho voluto ripetere l'esperienza. Magari sono stupida ma il trauma mi è rimasto un po' come la paura incondizionata per tutti i clown (e molto prima di It..tanto è vero che detesto i circhi).
Quando poi diventi più grandicello e quasi automatico che con la tua migliore amica ti organizzi per passare tutta la giornata alla Fiera con le tue esigue finanze, il vizio del fumo e tanta voglia di trascorrere ore, ore ed ore a provare tutti i giochi con solo una breve pausa per uno spuntino fatto di zucchero filato, nocciole caramellate e patatine fritte grasse ma squisite. Lì hai tutto un mondo che si apre fatto di niente e di tutto, di idioti con il tatuaggio e l'abbronzatura da muratore che cercano di conoscerti e pensano di fare colpo su di te dando pugni al sacco da pugile (onnipresente in tutti i luna park da sagra di paese insieme all'autoscontro, il tagadà, le palline per vincere i pesci e il tiro al bersaglio) per poi sentirsi dire dalla macchina SEI UNA SCHIAPPA.
Passano gli anni e tutto sommato non ti frega più se andare o meno, se per quest'anno salti il giro o ci tenti ancora una volta a farti apparire la Fiera come una di quelle esperienze imperdibili anche se sai che ormai sulle giostre non ci vai più e che è troppo presto per nutrire un serio interesse per i complementi di arredo. Devo ammettere che negli ultimi 10 anni sono andata quelle due o tre volte ma è stato di una tristezza allucinante perchè mi è sempre capitato di andare con persone che avevano la vitalità di un pesce rosso che galleggia a pancia in su. Una delle ultime volte, se non proprio la penultima, ho accettato l'invito di uno di questi begli esemplari...esperienza atroce e da choc permanente. Entriamo, passeggiamo senza meta e senza interesse (tra l'altro era una di quelle persone che frequenti per un paio di mesi per strani casi della vita per poi dimenticartene in gran fretta e senza traumi...ricompaiono dal nulla chiamandoti a casa...e lì ti viene da farti un paio di domande visto che onestamente trovo difficile e anche un po' terrificante pensare di tenere in agenda per 10 anni il numero di un conoscente che sai bene che non sentirai mai più o che se incontri per strada non sapresti neanche riconoscere).
Questo esemplare, per altro corredato di brufoli gialli nonostante la non più giovane età, decide di sedersi al bar per un gelato e io dico ok. La scena seguente è da film dell'orrore o commedia surreale: scelgo il mio gelato e scopro che me lo devo pagare io visto che lui si è preso il suo bel cornetto algida ed è sulla porta con uno scontrino in mano. Diamine la cavalleria è proprio un concetto sorpassato mie care donne.
Da quella volta sono passati un paio d'anni...ieri poi sono tornata alla Fiera con la persona giusta, la persona che entra con lo spirito giusto, quello che ti fa dire: ok facciamoci un giro in quasi tutti gli stand, godiamoci la degustazione gratuita di formaggi, salsicce e vino, andiamo al Luna Park e commentiamo le facce di chi scende dalle giostre più torcibudella, facciamoci ammorbare dal profumo di incenso negli stand di artigianato estero, guardiamo il tizio che affetta verdure di vario spessore con le massaie che lo osservano con quell'aria tra lo scettico e il "vorrei ma mio marito mi uccide", mangiamoci un paninone wurstel e cipolla senza badare all'alitata e scoliamoci due birre senza pensare che siamo due creature di genere femminile e dovremmo bere due aranciate e badare al bon ton.
Questa per me è la Fiera...una giornata in cui sentirsi liberi di fare ca@@ate
 

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