venerdì 3 settembre 2010

0 X-Factor 4. Prime impressioni

Ho avuto modo di vedere (grazie a Youtube, di certo non per merito degli orari da nottambuli della Rai) la prima puntata di X-Factor 4, la prima della trilogia dedicata ai provini. A dire la verità non ho capito il senso né della collocazione notturna in palinsesto né dell’esistenza stessa della trasmissione visto che i nomi dei prescelti sono già notissimi grazie al web. Ormai il disincanto di non sapere le cose si infrange contro le notizie fatte trapelare, neanche tanto velatamente, da siti pomposi e poco professionali che si occupano di televisione. Io dico W chi si fa i c..i propri e andiamo avanti.

La puntata l’ho seguita comunque con attenzione per vedere i grossi o minimi cambiamenti portati dall’assenza di 3/4 del cast dell’anno precedente. In più avevo comunque la curiosità di vedere la qualità generale dei partecipanti.

Partiamo da questo secondo punto: la qualità è prossima allo zero. Parere personalissimo. Sono stati fatti andare avanti personaggi con l’occhiale e la balbuzie probabilmente perché fanno tanto Forrest Gump, biondi platinati che di mestiere fanno le pulizie nei palazzi così “da poter cantare senza che un superiore gli venga a rompere le palle”, due sorelle ultracinquantenni stonate, ridicole e buone per la Corrida. Gli altri non li ricordo. I gruppi poi sono tutti da buttare al macero. L’unica che mi ha colpito e mi ha regalato un brivido è stata Manuela Zaner, reduce da una vecchia edizione del Festival di Sanremo e riciclatasi nel mondo dei talent piuttosto che appendere il microfono al chiodo o dedicarsi alle sagre di paese. Un’algida rossa con una sicurezza vocale e artistica che merita un encomio in mezzo a tanta immondezza che aspira a diventare “la persona più famosa della Terra”. Tra gli altri, a mio modesto avviso, si è distinto anche un tizio con un look e una posa che avrebbe mandato in sollucchero Morgan. Non ricordo il nome ma la bella e interessante voce mentre accennava “Tainted Love”. Staremo a vedere.

Passiamo ora al reparto Giudici.

  Elio: tutti i giornali hanno decantato questa scelta, tutti innamorati dell’artista più che della persona. Perché Elio (come ha scoperto a sue spese la giovane Greta che tentava il provino facendogli ponti d’oro e descrivendolo come un genio e una persona magnifica per poi essere dallo stesso silurata con tanto di pistolotto finale) non è quello del Pippero e della canzone ironica e divertente. Elio è serio. Non ride. Fa una battuta ogni tanto, quello sì, ma diciamo che è lontano mille miglia dal Vitello dai piedi di balsa. Artisticamente si presenta diverso da Morgan, visto che tutti i media tentano il paragone. Si parla di due universi lontani. Morgan è un esperto conoscitore di musica e vede davvero il talento prima che questo sia visibile a tutto il resto del mondo. Elio premia la follia o la stranezza senza preoccuparsi tanto della qualità vocale. Avrà ragione lui? Lo scopriremo strada facendo. Per il momento il mio giudizio non è del tutto positivo.

  Mara Maionchi: lei è la più stanca di tutti. Si vede lontano un miglio che non ne ha più voglia. Si inalbera senza motivo e ride poco rispetto alle rustiche gag che ci regalava fino all’altro ieri. Forse ha scoperto di non saperci tanto fare come discografica e ormai si rifugia nella sicura tranquillità di un posto fisso in Rai. In quattro anni non ha scoperto nessun talento, la sua unica soddisfazione è aver portato alla vittoria Tony Maiello nella scorsa edizione del Festival. Magra consolazione se si pensa a quanti dischi ha poi venduto il suo giovane pupillo. Le Yavanna le ha buttate via senza pensare minimamente di sposare un progetto ad ampio respiro, qualcosa che le portasse fuori dai nostri confini italici, in terre dove gli Elfi che cantano hanno un successo strepitoso. Prima ha tolto loro le orecchie, le ha trattate malissimo per 12 puntate e poi le orecchie gliele ha ridate a fine trasmissione come una severa maestra che requisisce il giocattolo fino alla fine delle lezioni. I Bastard non sono mai stati roba sua, quelli andavano nella loro direzione senza bisogno dei suoi atroci consigli, avevano già la loro conformazione musicale e comunque pure loro non fanno sfracelli a livello di vendite. Insomma un fallimento per una che tanto si vanta di aver scoperto i cantanti più importanti del panorama nazionale. Va benissimo ma diciamo che il fiuto a 60 e passa anni inizia a far cilecca e si vede. Nella prima puntata non ha espresso un giudizio che valga la pena di essere riportato, si è fatta ricordare solo per l’acidità di svariate risposte al vetriolo.

   Anna Tatangelo: nutrivo forti perplessità su di lei ma non per motivi legati al gossip. Musicalmente parlando non è certo una fuoriclasse, non è né autrice né musicista, bensì un’interprete con oneste qualità vocali. A me la Tatangelo non mi è mai dispiaciuta, penso che sia stata gestita malissimo da colui che l’ha prodotta. Poteva essere una nuova Pausini ma ha finito per diventare una Romina Power del 2000 che viene notata e miete successi solo quando duetta con il suo compagno. Non la vedo però come una raccomandata. Nella prima puntata di X Factor si è dimostrata all’altezza del suo compito, motivata, spietata (a volte) e di cuore ma con raziocinio. I suoi sì e i suoi no li ha dati argomentando invece di dire “mi sei piaciuto” “non mi sei piaciuto”. La sua risposta alle accuse di raccomandazione di Milly d’Abbraccio è impagabile “ Quando una persona è niente, l'offesa è zero”. Se volete godervi il video della lite tra le due non avete che da cliccare qui. Apprezzabile anche il vaffa…finale, liberatorio e molto condivisibile. Insomma a me è piaciuta molto, sarà un ottimo giudice, lontana dagli eccessi della Ventura e dalle paturnie della Mori.

    Enrico Ruggeri: per l’occasione si è pure tinto il pizzetto e l’effetto scenico non è il massimo, è un po’ come le tinte della Orfei o di Albano Carrisi. Il mio parere su di lui è un po’ controverso. Gli riconosco la competenza in materia musicale ma allo stesso tempo lo vedo troppo fragilino, molti suoi no sono diventati si per non far del male al provinato o ai colleghi. La personalità stenta a mostrarsi ma mi sono piaciuti molto i suoi commenti, frutto di una lunga esperienza nel campo della musica. La sua presenza darà maggior qualità al programma ma aspetto di vederlo nelle vesti di direttore d’orchestra della sua categoria.        

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